6 Nazioni – I galletti cercano la fuga nel deserto. Galles sorprendente, per il resto solo delusioni

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Sei incontri, due turni, 480 minuti di combattimenti. Dopo il secondo weekend del 6 Nazioni 2008 iniziano già ad arrivare i primi verdetti, le promozioni e la bocciature. Certo, il cammino fino al 15 marzo è ancora lungo, ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora il Torneo rischia veramente di arrivare a Parigi. Ecco, squadra per squadra, quello che funziona e cosa, invece, deve venir risolto velocemente.

Partiamo dalla Francia. Due vittorie, entrambe meritate, entrambe dominando la scena. Con l’Irlanda gli uomini di Marc Lièvremont rischiano troppo nel finale, si deconcentrano e permettono ai tuttiverdi di rimontare, ma alla fine ha vinto chi ha giocato meglio. Questa Francia fa paura, anche perché l’innesto di molti giovani non ha inciso negativamente sulle prestazioni caratteriali della squadra. Grande Clerc, cinque mete in due partite.
Poi c’è la sorpresa Galles. Parlarne bene sarebbe troppo facile, quindi cerchiamo di capire se l’armata rossa è veramente così forte. Contro chi ha vinto? Un’Inghilterra allo sbando e una Scozia inconsistente . La prova del nove sarà tra due settimane, dove i gallesi devono riconfermarsi contro di noi, ma saranno gli ultimi due match a farci capire se il Galles marchiato Ospreys si è ritrovato, o se questi primi due turni sono stati solo una fiammata estemporanea. Certo, con un Hook come quello visto fino a ora le chances di vincere il 6 Nazioni ci sono, eccome.

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E arriviamo a chi non è né carne né pesce. Irlanda e Inghilterra. La squadra di O’Sullivan ha sofferto con l’Italia ed è stata annichilita per 40 minuti dai francesi. I suoi campioni, O’Gara e O’Driscoll in primis, non convincono più al cento per cento e i ricambi non sono all’altezza. La sconfitta francese potrebbe aver tagliato le gambe al team, ma ora ha incontri che sulla carta possono venir vinti. Se Reddan continua a guidare con maturità e coraggio, allora gli irlandesi possono rientrare in corsa. Ma da ora non possono più sbagliare nulla e devono affidarsi alle altre formazioni affinché la corsa dei galletti venga fermata.
Da vice campioni di Mondo ad armata brancaleone. L’Inghilterra di Brian Ashton esce dal Flaminio con due punti ma poche certezze. Ha vinto più per demerito italiano che per meriti propri. Affidarsi agli errori avversari e al piede di Wilkinson non basta, perché quando si affronteranno Irlanda e Francia si rischia un cappotto pesante. E deve ritrovare Vainikolo, troppo fumo e niente arrosto.
Arriviamo alla lotta per il cucchiaio di legno. E iniziamo dalla Scozia. La partita di sabato con il Galles è stata una delle più brutte che io ricordi. Errori da Serie C, confusione, pochi colpi di classe. Frank Hadden ha nascosto troppo a lungo dietro al piede di Paterson i limiti tecnici e tattici della sua squadra, ma ora paga dazio. E’ la squadra più brutta del torneo, e difficilmente saprà risollevarsi in un mese.
Infine, gli azzurri. Il work in progress di Nick Mallett continua a piccoli passi. La sconfitta del Flaminio è un passo avanti rispetto a Dublino, ma serve ancora tanto lavoro. Ritrovare confidenza nella touche, il punto debole dei nostri avanti, per il resto più che positivi. E poi la mediana e i trequarti. Continuare con Masi apertura è ovvio, perché Mallett non può rinnegare la sua filosofia. Ma deve prendere coraggio e usare finalmente il piede. Domenica l’Italia aveva solo un paio di schemi d’attacco e basta. Troppo facile per le difese avversarie trovare velocemente le contromosse. Travagli bocciato e Picone promosso. Speriamo che ritrovi gli 80 minuti nelle gambe, perché ci serve da morire. Le ali restano un dubbio. Quanto è colpa loro e quanto dei pochi palloni arrivati? Meritano una prova d’appello, ma poi basta. Su Bortolussi non mi dilungo. Speriamo che partita dopo partita ritrovi il coraggio e affini il piede anche nei calci di rinvio. Dalla piazzola è affidabile e ci regala punti importanti.

Classifica
Francia 4
Galles 4
Irlanda 2
Inghilterra 2
Italia 0
Scozia 0

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