6 Nazioni – L’Italia non accetta il regalo inglese. Una mediana confusa e troppi errori ci limitano, ed è l’ingresso di Picone a dare il là alla rimonta (fallita) azzurra

DSC_0011.JPG

Non venir massacrati dall’Inghilterra dovrebbe già essere un successo, visto la nostra storia contro gli uomini della Regina. Ma, sinceramente, c’è poco di cui essere felici alla fine di quest’Italia-Inghilterra. Il risultato ci sta stretto, potevamo e, forse, meritavamo di vincere. Ma più per demerito inglese che per merito nostro. Troppe incertezze, le solite lacune e alcuni svarioni anche della mischia non ci regalano la prima vittoria contro l’Inghilterra.

inglesi01.JPG

In un Flaminio rinnovato (i 6.000 posti in più saranno da applausi, ma la sala stampa e la tribuna stampa sono degni di uno stadio del Burundi), davanti a 31.000 tifosi festanti (come potete vedere nelle foto fatte prima dell’incontro) l’Italia inizia con l’handicap. Dopo tre minuti di possesso costante perdiamo una touche nostra (non sarà l’unica) e Sackey non fatica a infilarsi nel burro dei trequarti azzurri e realizzare la prima meta.

DSC_0020.JPG

Ma è un’Inghilterra molto fallosa, nervosa, sempre oltre il limite del fuorigioco e degli ingressi laterali. Alain Rolland, l’arbitro irlandese, decide di chiudere entrambi gli occhi e probabilmente li riapre al fischio finale, non punendo a sufficienza gli inglesi ed evitando di tirare fuori il cartellino almeno in un paio di occasioni lampanti. Ma la partita la si vince in campo, non con le polemiche. E l’Italia di ieri è un’Italia forse più compatta di quella di Dublino, con ingranaggi più rodati, ma che evidenzia anche i grandi limiti ancora presenti.

DSC_0009.JPG

Iniziamo dalla mediana. Siamo passati dall’Italia calciofila di Pez a quella calciofoba di Masi. Nei prossimi 14 giorni insegnate ad Andrea a calciare! Abbiamo aspettato fino al 56’ per vedere l’apertura azzurra usare il piede e non la mano. Gli schemi azzurri erano due, al massimo tre; una manna per la difesa inglese, che, infatti, limitava facilmente i danni, pur non giocando una gran partita. Nell’Italia tengono bene gli avanti, anche se Castrogiovanni si fa fischiare due giusti falli contro in mischia chiusa e tutto il pacchetto soffre più del dovuto. La partita, però, l’ha sempre fatta l’Italia, tranne un passaggio a vuoto a metà del primo tempo, ma a concretizzare è l’Inghilterra. L’errore al 15’ di Bortolussi al piede è grave, ma può venir almeno in parte perdonato perché il passaggio di Masi era telefonato. Avesse calciato lui, subito, avremmo evitato di vedere Flood schiacciare in meta.

bimba.JPG

La ripresa è tutta azzurra. Gli inglesi sembrano affaticati e, forse, riaffiorano le paure di Twickenham. Continuano i falli antisportivi non puniti da Rolland, ma è al 55’ che la partita ha la sua svolta. Mallett toglie un pessimo Travagli (uscite lentissime dai raggruppamenti e palle assassine consegnate a un già confuso Masi) e inserisce Simon Picone. Il gioco italiano si velocizza, la precisione di Picone aiuta anche Masi a servire meglio i centri (buona la prova di Canale) e, al 76’, è proprio Simon a bloccare un calcio di Cipriani e a schiacciare la palla tra i pali. 19-23 per gli inglesi che soffrono fino al termine. Ancora una touche persa dagli azzurri ci allontana dal trionfo.

Insomma, l’Italia questa partita la poteva e, forse, doveva vincere. Per il futuro le note positive arrivano di Picone, da un ottimo Parisse (Man of the Match) e dal sempre presente Mauro Bergamasco, grandioso a salvare capra e cavoli nei nostri 22 dopo un passaggio folle di Masi su cui si era avventato Sackey. Per il resto si conferma la mischia, deludendo però Ghiraldini in touche, sono in crescita i centri e ha fatto il suo lavoro Sgarbi. Bocciata la mediana titolare, le ali (inconsistenti) e Bortolussi. Non basta il 100% sui piazzati a salvarlo. È insicuro e i compagni lo sanno, sbagli alcuni calci d’alleggerimento che ci complicano la vita. E, in coppia con Masi, è colpevole della seconda meta inglese. 7 punti.. ben tre in più di quelli con cui gli inglesi hanno vinto.

inglesi02.JPG

Ah già, un applauso a Sir Jonny Wilkinson, che con i suoi calci ha superato i 1.000 punti realizzati con la maglia inglese. Standing ovation meritata al momento in cui Danny Cipriani lo ha sostituito al 66’.

  • shares
  • Mail
25 commenti Aggiorna
Ordina: