Olimpiadi: dal curling una lezione al rugby

La nazionale maschile di curling si è qualificata per PyeongChang e ha conquistato le prime pagine dei giornali.

curling.jpg

C'è una nazionale ignorata, bistrattata, fino a pochi anni fa inesistente che ha staccato il biglietto per le Olimpiadi. E' l'Italia del curling, che con la squadra maschile ha vinto il torneo di qualificazione olimpica, sfiorando il traguardo all'extra end anche con le ragazze. E i giornali - anche quelli che parlano poco di sport o quasi solo di calcio - hanno messo il curling in prima pagina. A partire dalla Gazzetta dello Sport, che ieri ha pubblicato la notizia in prima pagina sull'edizione cartacea.

Un percorso, quello del curling italiano, che avrebbe potuto compiere anche il rugby italiano. Bistrattato, ignorato, il rugby a sette in Italia pochi anni fa era nella stessa situazione del curling, forse meglio. E con un lavoro mirato, con una programmazione economica e sportiva si sarebbe potuti arrivare a giocarsi un posto alle Olimpiadi anche con la palla ovale.

"Non interessa", "ci sono troppe nazioni più forti", "costa soldi", "non c'è interesse mediatico, è solo tempo sprecato" sono alcune delle frasi che in questi anni si sono sentite pronunciare da addetti ai lavori e dirigenti per giustificare la navigazione a vista del seven azzurro. Eppure, proprio il curling ha dato in queste ultime ore due importanti lezioni a chi guida l'ovale italiano. La prima, che si vede benissimo nell'immagine qua sopra, è quella più scontata, che abbiamo sempre affermato: andare alle Olimpiadi, in qualsiasi sport (anche quelli ignorati come il curling o il rugby 7s), significa un boom di popolarità e di interesse mediatico che non ha pari. E portare il rugby azzurro alle Olimpiadi darebbe una spinta commerciale, mediatica, di marketing e sportiva senza precedenti, anche più dell'ingresso dell'Italia al 6 Nazioni.

La seconda lezione la si legge sulle pagine della Gazzetta dello Sport. "E la festa, a conclusione di un progetto portato avanti dalla Federghiaccio anche con contributi Coni mirati, è grande" scrive Andrea Buongiovanni. Già, non a caso uno dei colleghi della Rosea che da anni si occupa anche di rugby. "Progetto" e "contributi Coni mirati" sono le parole magiche. Quelle che in questi ultimi anni, da quando si è iniziato a parlare di rugby 7s come sport olimpico, sono mancate in casa Fir e nel rugby italiano. E, così, ecco che Repubblica, il Messaggero, Libero, Radio Deejay, Tuttosport, il Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole 24 ore e tutti i giornali italiani scoprono il curling, lo inseguono e ne parlano. E di rugby 7s? Se escludete questo blog e pochi siti specializzati che raccontano le World Series l'ultima notizia risale allo scorso 10 Settembre 2017, quando la Fir ha pubblicato una notizia sull'Italseven Under 18. E per la nazionale maggiore? Si va indietro fino al 16 Luglio 2017. Poi il silenzio.

ITALIAN PLAYER OF THE YEAR: Se usate uno smartphone cliccate QUI per votare.

Vota l'articolo:
4.03 su 5.00 basato su 87 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE SPORT DI BLOGO