Affari italiani: nasce Aria, l'associazione degli arbitri italiani

Annunciata ieri la nascita di A.R.I.A. - Arbitri Rugby Italiani Associati, che si prefigge di unire la classe arbitrale ovale italiana.

AUCKLAND, NEW ZEALAND - APRIL 05:  The referee wears the wrist band in rememberance of missing Warrior Sonny Fai during the round four NRL match between the Warriors and the South Sydney Rabbitohs at Mt Smart Stadium on April 5, 2009 in Auckland, New Zealand.  (Photo by Sandra Mu/Getty Images)

Un'associazione per difendere i diritti degli arbitri. Un'associazione nata in questi giorni e annunciata ieri con un comunicato stampa, ma la cui reale penetrazione nel mondo arbitrale è ancora da capire. Quel che è certo è che, con i molti problemi - economici, ma non solo - che circondano la classe arbitrale e il suo rapporto con la Fir serve sicuramente aria nuova. Che sia questa?

"A.R.I.A. - "Arbitri di Rugby Italiani Associati": la prima associazione che riunisce gli arbitri di rugby italiani è realtà e sta muovendo i suoi primi passi raccogliendo numerose adesioni da parte dei fischietti di diverse regioni italiane.

Nello spirito di passione per lo sport che muove gli arbitri di rugby italiani, ARIA mette l’arbitro al centro per contribuire al continuo miglioramento della qualità arbitrale e sostenere il movimento rugbistico nazionale. L’associazione desidera affiancare la Commissione Nazionale Arbitri per sostenere l’attività e supportare le esigenze del gruppo arbitrale. È la prima volta che arbitri di ogni categoria, età ed esperienza hanno l’opportunità di riunirsi in un’associazione che si pone l'obiettivo di rappresentare i fischietti d’Italia.

ARIA ritiene che gli arbitri di rugby italiani abbiano diritto a: maggiore autonomia, chiara meritocrazia, adeguata formazione, massima trasparenza da parte degli organi federali, tutela in termini di salute e sicurezza. Questi i pilastri che guideranno l’operato dell’associazione, con l’obiettivo di favorire la crescita e lo sviluppo degli arbitri di rugby italiani, tutelando le loro prerogative nell'ottica di un dialogo costruttivo con la CNAr e gli organi federali. L'associazione si fonda sul rispetto dei principi tipici dell'ordinamento sportivo e sulla democrazia interna, che porterà tutti gli associati ad eleggere i propri rappresentanti nel direttivo di ARIA.

Il Presidente, prof. Giuseppe Ruta dichiara: “ARIA nasce con il preciso scopo di migliorare la situazione della classe arbitrale italiana. Unitamente ad altri soci fondatori abbiamo elaborato un Manifesto che racchiude l’essenza dei diritti della categoria prefissandoci l’obiettivo di ottenere maggiore tutela per tutti gli associati, maggiori investimenti nella formazione oltre a conseguire la possibilità di ridurre le spese che gravano sui fischietti italiani attraverso specifiche convenzioni”.

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