Sei Nazioni: la Georgia bussa ancora, ma forse troppo presto

Dopo la vittoria con il Canada coach Haig torna a chiedere l'allargamento del torneo. Ma forse era meglio aspettare la sfida con il Galles.

TOKYO, JAPAN - NOVEMBER 02:  The screen shows the match between Wales and Georgia during the Rugby World Cup 2019 match schedule announcement at Grand Prince Hotel Shin Takanawa on November 2, 2017 in Tokyo, Japan.  (Photo by David Rogers/Getty Images)

"Il Sei Nazioni è ciò che ci serve". Vinta la sfida con il Canada Milton Haig, coach della Georgia, è subito tornato a parlare del tema che più sta a cuore al rugby georgiano. Entrare nel Sei Nazioni. "Ne parliamo da tre anni, è quello che ci serve per crescere. Ma anche geograficamente, è il posto dove stiamo bene naturalmente. Quindi spero che un giorno di diano l'opportunità" continua il tecnico, che però sa che la strada è ancora lunga.

"Sappiamo che dobbiamo meritarci la credibilità e che stiamo andando nella direzione giusta. Credo che, se avverrà, sarà un'espansione del Torneo e non una questione promozione/retrocessione" ha concluso Haig. Che, però, dopo il Canada (scivolato dietro a Germania e Hong Kong nel ranking, ndr.) avrà una prova durissima contro una delle squadre proprio del Sei Nazioni, il Galles.

Quello tra Galles e Georgia è un match mai giocato nella storia, ma è anche l'antipasto della sfida che vedrà le due squadre di fronte ai prossimi Mondiali di Giappone 2019. Una sfida dura, al Millennium Stadium, e che potrà dire molto sulle velleità dai georgiani di entrare nel Sei Nazioni. E, forse, Haig avrebbe fatto meglio ad aspettare qualche giorno prima di parlare e attendere il verdetto del campo.

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© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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