Italrugby: a Catania per iniziare col piede giusto

Gli azzurri sono nella città siciliana dove sabato sfideranno le Fiji. E dopo il buon avvio stagionale di Zebre e Treviso si dev'essere ottimisti.

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Partire con il piede giusto. Per Conor O'Shea questo significa in primo luogo "prestazione", cioè giocare il miglior rugby possibile e, solo dopo, pensare al risultato. Un pensiero giustissimo - sia perché l'Italia affronterà tre squadre sulla carta più forti, sia perché vittoria e sconfitta sono figlie di due squadre e non solo di quello che faranno gli azzurri - ma oggettivamente è difficile arrivare a questo novembre senza un cauto ottimismo. Senza scordare Tonga, però.

L'Italia arriva ai test match dopo due mesi in cui Zebre e Treviso hanno mostrato tante qualità, hanno ottenuto risultati importanti e molte individualità si sono messe in mostra. E la squadra di Conor O'Shea si sta amalgamando, sta lavorando passo a passo per crescere e, dunque, contro le Fiji - che storicamente soffrono il match d'esordio novembrino - scenderanno in campo per vincere. Obiettivo minimo, seppur non dichiarato, del trittico che li vedrà poi sfidare Argentina e Sud Africa.

Ma, come detto, non dimentichiamo Tonga. Un anno fa l'Italia sorprese il mondo battendo gli Springboks per poi cadere malamente contro i Pacifici, sulla carta più che alla portata dei nostri. Gli azzurri, dunque, dovranno seguire il dictat del tecnico irlandese. "Prestazione" dunque, prima di tutto. Perché con quella la vittoria a Catania sarà più che una possibilità, mentre se mancherà si rischia di uscire dall'autunno ovale ancora a secco. E qualcosa potrebbe iniziare a scricchiolare.

Perché bisogna essere onesti, questo trittico è il primo punto di volta della gestione O'Shea. Appena arrivato a giugno 2016, work in progress a novembre di un anno fa, con molti problemi (soprattutto all'interno del movimento e delle franchigie) durante l'ultimo Sei Nazioni e con molti rincalzi quest'estate, ora l'Italrugby si presenta all'appuntamento novembrino al meglio. Infortuni a parte, in raduno ci sono i migliori azzurri possibili (ok, su un paio di scelte si può sempre discutere, ma è gusto personale, ndr.), che arrivano all'appuntamento dopo un ottimo avvio di stagione e con una preparazione atletica (il famoso fitness di osheaniana memoria) al top. Portare a casa almeno una vittoria è d'obbligo, mentre conquistare due successi (era l'obiettivo di O'Shea un anno fa) sarebbe una spinta importante verso il Sei Nazioni. Ok, non citiamo neanche l'opzione tre vittorie per scaramanzia.

Vincere, dunque, certificherebbe anche nei risultati il lavoro importante fatto da Conor O'Shea in questi primi 16 mesi in Italia. Perderle tutte e tre, invece, farebbe riaffiorare quei fantasmi mai sopiti e farebbe iniziare ad alzare una voce di malcontento nell'ambiente e sulla stampa, rendendo il (comunque) ottimo lavoro più difficile. In ogni caso, oggi la Nazionale sta svolgendo una doppia seduta sul campo, mentre mercoledì gli azzurri rimarranno a riposo in vista dell’annuncio della formazione titolare previsto alel 13.30 di giovedì nella conferenza stampa del ct O’Shea.

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