Europa: Zebre e Benetton, due ko molto diversi

Due sconfitte di misura per le italiane in Europa, ma la rabbia è molto differente a Parma e a Treviso.

Benetton Treviso's prop Tomas Baravalle (C), centre Alberto Sgarbi (R) and teammates react after the European Rugby Champions Cup match Benetton Treviso vs RC Toulon at the Monigo stadium in Treviso on October 21, 2017.  / AFP PHOTO / MIGUEL MEDINA        (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Due ko, due punti di bonus conquistati. A guardare i semplici numeri i risultati di Parma e Treviso non divergono molto e si potrebbe parlare di due sconfitte simili. Ma non è così, perché i risultati delle sfide di Challenge e Champions sono figlie di due prestazioni molto diverse e i rimpianti e la rabbia sono diverse.

Qui Zebre. Rabbia feroce a Parma, dove c'è la consapevolezza di aver buttato via tutto. Perché il 38-33 finale per Pau non racconta che a metà partita le Zebre avevano già segnato tre mete e dominavano 30-7. Un parziale di 31-3 nella ripresa ha condannato i bianconeri, scioltisi come neve al sole nei secondi quaranta minuti. Un crollo figlio dell'ingenuità e di una tenuta mentale che ha riportato alla mente quella vista troppe volte nel rugby italiano.

Insomma, dalla sfida con Pau resta - di positivo - la consapevolezza che queste Zebre, con il XV ideale o quasi, possono giocarsela alla grande anche contro formazioni quotate come quella transalpina, ma di negativo resta l'aver sprecato un tesoretto di 23 punti e non aver saputo confermare per 80 minuti il gioco messo in mostra nel primo tempo.

Qui Benetton. Rabbia frustrante a Treviso, dove c'è la consapevolezza che quest'anno la squadra può giocarsela veramente con tutti. 80 minuti giocati alla pari contro l'armata Tolone è qualcosa che in pochi avrebbero pronosticato alla vigilia, soprattutto dopo lo shock della meta subita a freddo. Treviso, invece, è maturata e oltre alla difesa e alla mischia oggi, a differenza di Bath, ha saputo anche concretizzare. E fa ancora più male pensare che i tre punti del ko sono arrivati da un fallo proprio di quel pack che in questo avvio di stagione, e anche ieri, è la nota più positiva dei biancoverdi.

Insomma, dalla sfida con Tolone resta - in negativo - praticamente solo il risultato, mentre di positivo ci sono sicuramente due cose. La prima è che, come già detto, si conferma la consapevolezza che la Benetton può giocarsela con tutti in Pro 14 e in Champions e nessun colpaccio le è proibito. Ma soprattutto, e questo è qualcosa che fa benissimo all'intero movimento, quest'anno le corazzate europee non affronteranno più le italiane in Champions convinte che il bonus offensivo sia una formalità dovuta. Bath e Tolone, infatti, hanno lasciato sul campo un punto che 12 mesi fa sarebbe stato portato a casa senza problemi e, forse, quest'anno una delle migliori seconde ai playoff non è detto che arrivi dal girone della Benetton.

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