Bilancio Fir: il passivo finisce in Parlamento

Interrogazione parlamentare del PD che, tra l'altro, paventa il commissariamento della Federazione Italiana Rugby.

ROME, ITALY - MARCH 15: The new Italian parliament meets for the first time at the Chamber of Deputies March 15, 2013 in Rome, Italy. The new Italian parliament opens the 17th Legislature wtth the task of electing the President of the House of Parliament and of the Senate before giving way to a new government. Pier Luigi Bersani, leader of the Democratic Party, asked senators and representatives to enter blank votes to continuing working on an agreement with the 5-Star Movement (M5S). (Photo by Giorgio Cosulich/Getty Images)

Finiscono in Parlamento i conti in rosso del rugby italiano. Ieri, mercoledì 18 ottobre, è stata infatti depositata alla Camera dei deputati un'interrogazione parlamentare a firma di Alessandro Naccarato, del Partito Democratico, in cui si chiede conto al Presidente del Consiglio della grave situazione economica della FIR. Non solo, perché nel testo si fa riferimento al fatto che "l'11 settembre 2017 gli organismi tecnici di controllo del Coni hanno respinto il piano di rientro triennale deliberato dal consiglio federale Fir" (va detto che la Giunta del Coni non ha ancora affrontato, però, l'argomento, ndr.), mentre in coda all'interrogazione si sottolinea come "in caso di gravi irregolarità nella gestione, il Consiglio nazionale del Coni, in base all'articolo 6, n. 4, lettera F1 del proprio statuto, può deliberare il commissariamento Federazione italiana rugby". Ecco il testo dell'interrogazione parlamentare.

"Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:
il 5 settembre 2017 è stato pubblicato il bilancio consuntivo della Federazione italiana rugby (in seguito Fir) relativa all'esercizio 2016 da cui si ricavano informazioni preoccupanti circa lo stato di salute della stessa federazione;
in particolare, rispetto al bilancio preventivo che aveva indicato un utile di 12.000 euro, si registra un netto peggioramento della situazione finanziaria che si chiude con un disavanzo notevole per il 2016 a fronte di una gestione ordinaria che non ha dovuto affrontare eventi imprevedibili;
analizzando l'andamento finanziario dei bilanci Fir si apprende che la situazione è grave: infatti sembrerebbe che i ricavi dal 2012 ammontino a quasi 220 milioni di euro e nonostante questo cospicuo flusso di denaro si siano prodotte perdite ingenti per tre esercizi su quattro e precisamente nel 2013 per oltre 265.000 euro, nel 2015 per oltre 2.150.000 euro e nel 2016 per oltre 636.000 euro;
accanto a questi elementi non può essere trascurato il dato relativo alla disponibilità di cassa, la cosiddetta liquidità, che passa da oltre 13 milioni di euro al 31 dicembre 2011 a meno di 2 milioni di euro al 31 dicembre 2016;
oltre a generare forti perdite, quindi, la Fir avrebbe progressivamente consumato gran parte delle risorse liquide per un totale di 11 milioni di euro;
a fronte di tale situazione il Coni, ente che ha il compito di vigilare sull'operato delle federazioni, ha imposto di predisporre un piano di ricostituzione del patrimonio netto;
Fir ha proposto un piano che prevede di produrre e accantonare circa 2,4 milioni di euro di utile nel triennio 2017-2019 principalmente attraverso risparmi sui costi;
la detta situazione ha generato forti preoccupazioni nel mondo del rugby poiché risulta difficile comprendere i motivi delle consistenti perdite per una tra le federazioni più ricche dello sport italiano e in particolare perché il piano di consolidamento è stato affidato agli stessi soggetti che hanno prodotto il descritto disavanzo;
l'11 settembre 2017 gli organismi tecnici di controllo del Coni hanno respinto il piano di rientro triennale deliberato dal consiglio federale Fir e la notizia ha raggiunto la stampa come era accaduto già nell'agosto 2016 a fronte dei ritardi nell'approvazione dei bilanci;
gli interroganti avevano espresso perplessità circa i conti Fir con l'interrogazione 4-14136 del settembre 2016 nella quale sono state indicate alcune delle criticità che puntualmente si sono verificate nel periodo successivo e oggi sono certificate dai bilanci citati;
la drammatica situazione appare fuori controllo e rischia di nuocere all'intero mondo del rugby;
occorre ricordare che, in caso di gravi irregolarità nella gestione, il Consiglio nazionale del Coni, in base all'articolo 6, n. 4, lettera F1 del proprio statuto, può deliberare il commissariamento Federazione italiana rugby –:
di quali elementi disponga in ordine, alle circostanze segnalate in premessa e se risultino iniziative adottate o in corso d'adozione da parte del Coni, in relazione alla situazione descritta"
.

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