Rugby Italia: Atkinson "Azzurri al top fisico in due anni"

Il nuovo responsabile della preparazione atletica analizza il buon avvio di stagione di Treviso e Zebre.

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Fitness. Un mantra che insegue l'Italrugby dal primo giorno in cui Conor O'Shea è sbarcato in Italia. Magari tra le risatine degli addetti ai lavori, convinti che i limiti azzurri fossero tecnici e tattici, non atletici. Non così, invece, per il ct irlandese e un anno e mezzo dopo i fatti gli danno ragione. Zebre e Treviso hanno vinto quattro degli ultimi sei match - mai successo prima - ma soprattutto durano 80 minuti e competono atleticamente alla pari con tutti.

Merito di Pete Atkinson, 47enne inglese di Leicester, da giugno responsabile della strategia e dello sviluppo della performance» per Nazionale e franchigie. E oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato una lunga intervista con lui, in cui spiega cosa fa e, soprattutto, come vede il rugby italiano. "Ci sono atleti con qualità superiori a quelle che, pericoloso limite, credono d'avere" esordisce Atkinson, il quale dunque vuole migliorare le prestazioni atletiche affinché i giocatori possano esprimere al meglio queste qualità.

E in queste prime giornate di Pro 14 i risultati si vedono. Le Zebre sono seconde come metri guadagnati (502), terze come turnover vinti e negli ultimi 20 minuti ha un passivo tra punti fatti e subiti di solo -1; Treviso è primo come mischie vinte (100%), primo come mischie rubate (2), primo come successi in ruck (98%), mentre negli ultimi 20 minuti la differenza punti fatti/subiti è in attivo con un +7.

Ma come funziona il suo lavoro? "Analizzo punti forti e deboli di squadre e giocatori. A quel punto eseguo test diagnostici studiati con l'università di Swansea per definire allenamenti personalizzati al fine di massimizzare lo sviluppo di forza, potenza e velocità, in particolare per chi ha problemi d'infortunio pregressi" dice Atkinson. E poi si collabora quotidianamente con gli staff tecnici della nazionale, di Treviso e delle Zebre. "Insieme a Giovanni Sanguin, preparatore della Nazionale che abita a Padova, mi divido tra le franchigie: siamo presenti due giorni alla settimana a testa con ciascuna, più le partite: la collaborazione è a 360".

Detto ciò, quali sono gli obiettivi? "II cambio di tendenza non sarà immediato, ma perché un gruppo cambi approccio fisico bastano due anni. Ed entro allora non vedo perché l'Italia non possa essere a livello di un'Argentina. Il mirino è puntato sulla Coppa del Mondo 2019, ma gli obiettivi vanno anche oltre" conclude Atkinson, che poi parlando dei problemi di rapporto tra club e FIR e i guai estivi delle Zebre dice "Io, per fortuna, dalla "politica" posso stare lontano" e i risultati si vedono.

Foto - Benetton Treviso

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