Sei Nazioni: calendario ridotto? I giocatori inglesi dicono no

La proposta della Federazione inglese di ridurre il torneo di una settimana non piace a chi scende in campo.

LONDON, ENGLAND - MARCH 11:  Mark Bennett of Scotland leaves the pitch injured during the RBS Six Nations match between England and Scotland at Twickenham Stadium on March 11, 2017 in London, England.  (Photo by Warren Little/Getty Images)

Ridurre il 6 Nazioni da sette a sei settimane per non togliere troppo a lungo l'attenzione dai campionati nazionali, in particolare quelli più ricchi come Premiership e Top 14. Le leghe inglesi e francesi da anni chiedono la revisione del Torneo Continentale, ma se al momento la proposta è in stand-by, i giocatori inglesi prendono posizione e dicono di no.

Ridurre la durata di una settimana significa, ovviamente, una settimana di pausa in meno e cinque partite da giocare in sei settimane. Un rischio per la salute dei giocatori, come ribadisce Damian Hopley, CEO della Rugby Players' Association, l'associazione che tutela i diritti dei giocatori inglesi. "I giocatori sono contrari ad accorciare il Sei Nazioni. Non un giocatore dell'Inghilterra con cui ho parlato crede che questa sia una buona idea - le parole di Hopley -. Giocare quattro test autunnali di fila non è la stessa cosa come l'intensità del Sei Nazioni, che è qualcosa di completamente diverso. E' il torneo annuale più famoso al mondo e c'è una pressione enorme sui giocatori, che già si sono lamentati dell'eccessivo carico di lavoro attuale".

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