Leggende ovali: addio a Colin Meads, mito All Blacks

L'ex seconda linea della Nuova Zelanda è morto oggi all'età di 81 anni.

TE KUITI, NEW ZEALAND - JUNE 19:  Former All Blacks player Sir Colin Meads is seen in front of a new statue of himself on June 19, 2017 in Te Kuiti, New Zealand. The 1.5 x life size bronze sculpture has been designed and made by Auckland artist Natalie Stamilla.  (Photo by Hannah Peters/Getty Images)

Dici rugby e non puoi non pensare a lui, Colin Meads. Il gigante di Cambridge, ma non quella inglese, quella che si trova in Nuova Zelanda, agli opposti. Dove non ci si laurea, non si diventa dottori, ma si cresce rugbisti. Come lui, seconda linea classe 1926. Colin Meads ha passato la palla oggi, dopo una lunga malattia.

Nato a Cambridge il 4 giugno 1926, Colin Meads è considerato uno dei più grandi rugbisti di sempre, ha scritto la storia di questo sport indossando 133 volte la maglia degli All Blacks tra il 1957 e il 1971, anche se solo 55 volte ha conquistato il cap. E considerando che si parla di un'era geologica antica, dove le sfide tra nazionali erano ben più rarefatte rispetto a oggi, questi numeri raccontano la leggenda ben oltre il valore statistico stesso.

Seconda linea, per tutta la carriera ha vestito la maglia di King Country, con cui ha esordito giovanissimo nel 1955, mettendo a segno nel match d'esordio addirittura un drop, fatto assai raro per un gigante della mischia. 192 centimetri per 102 chilogrammi, era considerato il più famoso avanti nel rugby negli anni '60. Di lui si è tornati a parlare poche settimane fa, quando Sonny Bill Williams è stato espulso nel match contro i British & Irish Lions. Un cartellino rosso, quello di SBW, che era solo il terzo nella storia degli All Blacks. E, prima di lui, fu proprio Colin Meads a venir cacciato al Murrayfield per un fallo pericoloso in un test contro la Scozia.

Un anno fa, nell'agosto 2016, a Colin Meads è stato diagnosticato un cancro al pancreas. La seconda linea degli All Blacks ha combattuto anche questa battaglia, ma questa volta l'avversario era troppo forte anche per una leggenda come lui.

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