Zebre: nullaosta, stop anche a Baker e Koegelenberg

Il presidente Gavazzi sbarra la strada anche ad altre due partenze. Ma qui di questioni morali non ce ne sono. E torna forte il tema "vecchie Zebre" ancora vive.

Guinness PRO12, Thomond Park Limerick 1/10/2016 Munster vs Zebre Zebre’s Gideon Koegelenberg Mandatory Credit ©INPHO/Billy Stickland

Prima Edoardo Padovani, che avrebbe un presunto debito di riconoscenza nei confronti del rugby italiano. Ora anche Kurt Baker e Gideon Koegelenberg. Parliamo di giocatori delle Zebre che vogliono andarsene prima della scadenza naturale del contratto e per i quali il presidente Gavazzi dice no. Ma, a questo punto, tutti i discorsi fatti sull'estremo azzurro vanno a farsi benedire.

Perché se per Padovani il numero 1 Fir parla di debito di riconoscenza, di lavoro a favore del rugby italiano, difficile immaginare tutto ciò per il trequarti neozelandese o per la seconda linea sudafricana. I tre giocatori, infatti, dopo un anno allucinante da un punto di vista sportivo - ma soprattutto societario - hanno deciso di lasciare la barca e cercare fortuna altrove.

Come scrive la Gazzetta, però, questo a Gavazzi non va giù. Dopo le durissime parole rilasciate ieri a Rugby 1823, infatti, arrivano quelle su Kurt Baker e Gideon Koegelenberg. "La Fir non rilascerà il nulla osta" tuona Gavazzi. Ma, questa volta, non si appellerà alle questioni morali né potrà appigliarsi ai commi del regolamento che parlano di indennità di formazione. Perché Baker e Koegelenberg sono stranieri, formati all'estero, professionisti arrivati in Italia per giocare. Punto. E dunque?

Come fa Gavazzi a fare la voce grossa? Semplice, perché in questa folle estate delle Zebre c'è un'ambiguità che resta in piedi. Le vecchie Zebre, quelle che da comunicato FIR avrebbero rinunciato a partecipare alla Guinness Pro 14, sono ancora vive. Magari poco vegete, ma vive. E i giocatori sono - a oggi - ancora sotto contratto con loro. I nuovi contratti con le Zebre federali ci sono, ma ancora mancano le firme. Gavazzi, però, pur avendo tuonato più volte contro la vecchia società, averla esautorata e sostituita, non ha mai fatto il passo decisivo, cioè quella di cancellarle. Già, oggi i giocatori si allenano con le nuove Zebre, ma con un contratto (assicurazione compresa) che li lega alle vecchie Zebre. E' questo l'escamotage che Gavazzi sembra utilizzare per tenere i giocatori legati al giocattolino ed evitare un fuggi fuggi.

E proprio questo è l'appiglio cui cerca di aggrapparsi la Fir. Ma, ripetiamo, quando lo faceva con Edoardo Padovani poteva anche raccontare la storia del debito morale, poteva puntare sull'indennità di formazione. Ma con Kurt Baker e Gideon Koegelenberg tutto questo non vale. Qui non c'entrano valori o morale, ma semplicemente i contratti. E Gavazzi vuole forzare la mano per non perdere due (tre con Edoardo) pedine importanti. Ma, forse, ci si doveva pensare prima, quando si è lasciato questi giocatori in una situazione (Zebre vecchie) imbarazzante.

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