Rugbymercato: Simone Favaro è delle Fiamme Oro!

Quella che sembrava una voce da fantamercato è, invece, la realtà. Il flanker azzurro si accasa in Eccellenza.

Italy's flanker Simone Favaro (R) vies with France's lock Yoann Maestri during the International Six Nations rugby union match Italy vs France on March 11, 2017 at the Olympic Stadium in Rome.  / AFP PHOTO / Miguel MEDINA        (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Simone Favaro va a giocare in Eccellenza e lo farà con le Fiamme Oro. Quella che sembrava una boutade da fantamercato è, invece, realtà. Ad annunciarlo la Gazzetta dello Sport stamani, ma a Rugby 1823 è arrivata anche la conferma diretta della società che in queste ore sta per mandare il comunicato ufficiale. Un passaggio quello di Simone alle Fiamme Oro che lascia molti dubbi.

Il primo, più ovvio, è sullo stato fisico del giocatore. I problemi fisici che hanno perseguitato Favaro da tempo forse non sono ancora passati e, sicuramente, questo ha reso difficile le trattative con formazioni inglesi e francesi, poco propense a mettere sotto contratto un giocatore non sicuri di averlo al 100% e che potrebbe dover ancora lavorare per tornare a esprimersi ai massimi livelli.

Il secondo, poi, è sul fatto che un giocatore dell'importanza di Simone per il rugby azzurro non abbia trovato spazio nelle due franchigie di Pro 14. Un caso che appare opposto a quello di Edo Padovani, con la Fir che osteggia il suo andare in un grande club come Tolone e in un campionato impegnativo come il Top 14, mentre non si è trovato modo di convincere Favaro ad andare alle Zebre. Il ripiego sulle Fiamme Oro - con tutto il rispetto per la società cremisi, il discorso varrebbe per qualunque club d'Eccellenza - è sicuramente un passo indietro in una carriera che stava andando benissimo in Scozia con i Glasgow Warriors.

Se è vero che Conor O'Shea non ha mai avuto problemi a convocare giocatori dell'Eccellenza, è altrettanto vero che i ritmi e il gioco nel campionato italiano non preparano al meglio per gli impegni internazionali. Il passaggio, dunque, di Simone Favaro alle Fiamme Oro rischia di dare alla nazionale un giocatore che non ha gli 80 minuti nelle gambe e comunque mostra ancora una volta come ci sia un cortocircuito nel sistema rugbistico italiano. La speranza è che le Fiamme Oro - che hanno la struttura per farlo - possano rimettere Simone Favaro a posto al 100% e che, dunque, questo sia solo un trampolino per il rilancio di un ottimo giocatore.

Il flanker trevigiano proveniente dai Glasgow Warriors, negli scorsi giorni ha accettato la proposta del club cremisi e sarà a disposizione di coach Gianluca Guidi dal prossimo 21 agosto, giorno in cui le Fiamme si troveranno a Ponte Galeria dopo aver effettuato una settimana di ritiro presso la Scuola allievi agenti di Spoleto e altri sette giorni di riposo.

Azzurro numero 609, 33 caps all’attivo in Nazionale, di cui uno da capitano nella sfida contro Tonga nel Cariparma test match del novembre scorso, Simone Favaro è un placcatore coraggioso e atleticamente dotato. Nato nel 1988 (184 cm X 102 kg) è cresciuto nel Treviso, ha fatto parte del primo gruppo di atleti formatisi all’alto livello presso l’Accademia Federale di Tirrenia, e ha giocato nel Rovigo (2008/2009), nel Rugby Parma la stagione successiva e, con l’approdo in PRO12, si è accasato prima agli Aironi, al Treviso e, infine, alla squadra scozzese dei Glasgow Warriors.

«Siamo molto felici che Simone abbia sposato il nostro progetto – ha dichiarato il Direttore Sportivo, Claudio Gaudiello – Sulle sue qualità tecniche non credo ci sia da aggiungere nulla, basti solo ricordare l'ultima vittoria dell’Italia sul Sudafrica a novembre dove è stato il vero e proprio trascinatore degli Azzurri. Lo abbiamo incontrato insieme al Presidente Armando Forgione qualche settimana fa ed è davvero bastato veramente poco per capire che dietro ad un fortissimo giocatore ci fosse anche una persona con dei valori importanti. È riuscito a stupirci quando ci ha detto che avrebbe scelto le Fiamme Oro, non solo perché crede nel progetto tecnico, ma soprattutto perché nel suo futuro, quando smetterà di giocare a rugby, vede la divisa della Polizia di Stato; infatti, si aggregherà alla squadra come “esterno” e parteciperà al prossimo concorso previsto per l’arruolamento. Siamo convinti che sarà un esempio da seguire per tutti sia in campo che fuori: le sue doti di leadership sono indiscutibili».

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