Mondiali femminili: "Gran gruppo, puntiamo in alto"

A Milano è stata presentata la spedizione iridata dell'Italdonne in Irlanda ai Mondiali che inizieranno mercoledì prossimo.

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C'erano tutte e 28 le azzurre convocate per i prossimi Mondiali in Irlanda che iniziano mercoledì 9 agosto all'NH Milano Touring hotel. Con loro lo staff tecnico, la responsabile femminile Fir Maria Cristina Tonna e il presidente FIR Alfredo Gavazzi. Dopo i saluti di rito ecco le parole dei e delle protagoniste, tra obiettivi e consapevolezza che a questa squadra manca qualcosa. L'organizzazione e l'impegno economico federale.

I primi saluti sono di Alfredo Gavazzi: "E’ per noi un grande onore partecipare ai Mondiali, siamo entusiasti di questo risultato e speriamo che, nonostante un girone non facile, ci sia soddisfazioni. Il World Rugby sta investendo molto sul rugby femminile".

Gli fa eco Maria Cristina Tonna: "Finalmente è arrivato il momento atteso da tantissimo tempo. Dopo 15 anni la nostra squadra torna a calcare un palcoscenico che le appartiene e in questi anni c’è stata una rivoluzione del rugby femminile in Italia, con una crescita importantissima. Il più grande traguardo è stato quello di abbattere i pregiudizi sul rugby giocato dalle donne in Italia".

Tocca poi al ct Andrea Di Giandomenico spiegare come l'Italia è arrivata ai Mondiali: "E’ un viaggio che abbiamo fatto assieme e che aveva come meta il Mondiale. A volte abbiamo sbagliato, abbiamo capito dove dovevamo crescere nel gioco, in campo, ma anche a livello fisico e siamo riusciti finalmente ad approdare dove volevamo arrivare. Giocheremo contro avversarie sicuramente d’alto livello, dall’Inghilterra campione agli USA, fino a una Spagna con giocatrici di grande qualità e una mentalità vincente. Come staff siamo orgogliosi delle ragazze per come hanno affrontato questo viaggio e ora cercheremo di mettere in campo tutta questa nostra storia".

Infine, l'ultimo intervento è del capitano, una emozionata Sara Barattin: "Gli obiettivi ce li abbiamo, ora vediamo se riusciamo a raggiungerli. Ma non ve li diremo. Sarà una partita fisica contro gli USA, nel 2012 a Roma è stata veramente dura con loro. Ma sono tre partite impegnative. L’ho sempre detto che questa squadra ha delle grandi potenzialità e possiamo fare qualsiasi cosa, quello che dobbiamo fare è trovarci più spesso tra noi, con raduni, partite, test match. Ma quello che so è che oltre a questo bel gruppo ci sono tante ragazze giovani che arriveranno".

Spazio, poi, alle domande dei giornalisti. E si inizia con l'evidenza che questa nazionale negli ultimi anni ha avuto poche occasioni per confrontarsi con le migliori al di fuori del Sei Nazioni e che anche la logistica - anche per questi mondiali - è scarsa. Risponde il presidente Fir Gavazzi: "L’impegno per migliorare la logistica e la gestione del femminile c’è da parte di World Rugby e Sei Nazioni e sicuramente in futuro con l’impegno economico di WR potremo migliorare anche noi la gestione del mondo femminile".

A capitan Barattin, invece, l'obbligo di sbilanciarsi sugli obiettivi: "Arriviamo al mondiale cariche dopo 15 anni d’attesa. Vogliamo dimostrare di essere cresciute, soprattutto dopo la sconfitta in coppa Europa nel 2013. Obiettivo? Speriamo tra il 5° e l’8° posto".

Infine, si torna a parlare di una preparazione che si è dovuta basare più sull'impegno individuale delle azzurre che su una programmazione nel lungo termine. A parlare di tutto ciò coach Di Giandomenico: "L’ultimo 6 Nazioni l’abbiamo voltato subito, ma anche un torneo così difficile ci aiuta a crescere. Non abbiamo giocato, ma abbiamo avuto ottime occasioni per allenarci, abbiamo innalzato l’intensità dell’allenamento, con contatto fisico proprio tipiche delle partite. Molto soddisfatti, ma soprattutto per la risposta delle ragazze che fin dall’8 maggio - quando terminavano le prime il loro campionato - hanno iniziato una preparazione specifica fisica. A ciò si sono aggiunti i tre tornei Seven, ma ripeto è la risposta delle ragazze che è stata veramente bella. Disponibilità al lavoro, impegno e voglia sono stati un messaggio forte".

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