Affari italiani: Padovani, il clamoroso autogol di Gavazzi

La presa di posizione della FIR riguardo l'estremo azzurro rischia di trasformarsi in una figuraccia mondiale e non solo.

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"Ho scritto alle federazioni francese e sudafricana che l'Italia non dà nulla osta a giocatori con contratto valido con propri club" ha detto Alfredo Gavazzi sulle pagine dei giornali locali veneti, rimbalzando poi sui blog e i siti web. Una dichiarazione netta, che fa il bis con quanto già detto alcune settimane fa dal numero 1 Fir, quando parlando di Edoardo Padovani aveva detto "credo che Padovani debba rispettare il contratto. Con lui sono stato risoluto. Al rugby italiano deve qualcosa".

"Padovani deve rispettare il contratto" ripete Alfredo Gavazzi. Ma quale? Facciamo un passo indietro e rileggiamo il comunicato stampa FIR dello scorso 24 luglio, cioè quando viene annunciata la nascita delle nuove Zebre, lo Zebre Rugby Club. Ecco cosa diceva il comunicato federale, cioè cosa diceva Alfredo Gavazzi.

"La Federazione Italiana Rugby ha preso atto della comunicazione ricevuta dalla Società "Zebre Rugby Srl", nella quale la scrivente ha manifestato la propria rinuncia a partecipare al Guinness PRO12 2017/18". Scusate, ma sarò lento di comprendonio, ma a me pare che la FIR dica, nero su bianco, che le vecchie Zebre hanno rinunciato a partecipare al Pro 12. Quindi, da quel che capisco, c'è un valido motivo da parte dei giocatori di rescindere il contratto, visto che non garantisce la partecipazione a un torneo per il quale ho accettato di giocare. Andiamo avanti a leggere.

"Deliberata la costituzione della "Società Zebre Rugby Club" per garantire la partecipazione di due squadre italiane alla competizione al fine di rispettare gli accordi in essere con il Board di Celtic Rugby, e determinato di nominare amministratore unico della nuova Società il sig. Andrea Dalledonne ed il sig. Diego Rivetti quale Sindaco unico, i vertici di FIR incontreranno nella giornata di oggi lunedì 24 luglio a Parma - unitamente ai nuovi amministratori - i membri dello staff e giocatori della franchigia per avviare i processi operativi di "Zebre Rugby Club" e definire quanto prima i contratti con quadri tecnici, atleti e personale della nuova Società". Anche qui, scusate, ma forse non capisco, ma a me sembra che la FIR dica, ancora una volta nero su bianco, che la nuova società è, appunto, nuova e, dunque, non ha prelevato dalle vecchie Zebre titolo sportivo e contratti. "Definire quanto prima i contratti con quadri tecnici, atleti e personale" significa che i giocatori al 24 luglio non erano sotto contratto con le Zebre Rugby Club, ma ancora con le vecchie Zebre.

Insomma, da un lato le Zebre che parteciperanno al prossimo Pro 14 devono rifare da zero i contratti ai giocatori, quindi quelli vecchi con le nuove Zebre sono carta straccia. Le vecchie Zebre esistono ancora, ma hanno rinunciato (o così dice la Fir, quindi prendiamolo per vero) a partecipare alla Guinness Pro 14, non si iscrivono ad alcun torneo e, dunque, ogni clausola rescissoria diventa valida. Perché, dunque, questo muro contro muro di Alfredo Gavazzi?

Come può, dunque, sperare Gavazzi che World Rugby gli dia ragione e non la dia a Padovani e al Tolone? Non è una guerra già persa in partenza, che rischia solo di essere controproducente? Controproducente per lo strappo con un giocatore importantissimo per la nazionale, controproducente perché rischia di essere una figuraccia a livello mondiale.

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