Pro 12: Zebre, ora servono risposte serie

La conferma delle due squadre italiane nel Pro 12 almeno fino al 2020 apre nuovi scenari per il club di Parma.

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L'Italia avrà due club nella Guinness Pro 12 anche per le prossime tre stagioni. Ma quali? Se ieri l'incontro tra Gavazzi e Anayi ha tolto le nubi più nere dal cielo di Parma (e Treviso), confermando la presenza azzurra in Celtic League anche nel prossimo futuro, restano ancora molti dubbi su che forma prenderanno le nuove Zebre.

Con l'attuale società virtualmente fallita, infatti, la Federazione si trova davanti a un bivio pericoloso. Da un lato, come scritto nel comunicato stampa dello scorso 21 giugno, federalizzare completamente le Zebre. Tornare al passato, dunque, ma con un costo importante per un bilancio federale che annaspa e - di conseguenza - portare avanti semplicemente una squadra per fare presenza, che non può competere né economicamente né sportivamente con le avversarie. Ma è l'unica opzione se non vi sono alternative e con il sogno, mai nascosto, di Gavazzi di spostarle a Milano o Roma.

La seconda opzione, invece, è capire se c'è ancora qualcuno che abbia voglia di investire nel rugby italiano e nell'avventura celtica. Ma qualcuno che si presenti con delle garanzie e competenze ben diverse da chi ha gestito (si fa per dire) le Zebre negli ultimi 24 mesi. Servono imprenditori disposti a mettere sul tavolo ben più dei famosi 300mila euro raccattati nel 2015, serve uno staff dirigenziale all'altezza e un progetto per lo meno a medio termine, cioè fino al famoso 2020. Una scelta questa che, se ci sarà, permetterebbe sicuramente alla Fir di alleviare i costi del Pro 12 dal proprio budget e potrebbe anche permettere a Parma di restare nell'elite ovale. Sempre che, in Italia, qualcuno voglia ancora scommettere sulla palla ovale. O almeno su questa palla ovale.

Due scenari che la Fir dovrà analizzare e studiare in fretta, ovviamente, perché i giorni passano e l'incertezza di giocatori e tifosi resta alta. "Tra poco sapremo se sarò disoccupato a breve o no!!!" twittava ieri Giamba Venditti prima dell'incontro tra Anayi e Gavazzi. Un tweet in cui è raccolta tutta la frustrazione, la rabbia, la delusione e i dubbi di ragazzi che vanno avanti alla giornata, che non hanno mai garanzie sul loro futuro professionale. Tutte situazioni che - oltre a essere intollerabili per loro stessi in primis - rendono anche difficili le prestazioni in campo. Tradotto: serve, finalmente, una gestione seria delle Zebre e i giocatori vanno trattati da professionisti. Con stipendi, contributi e certezze su chi comanda e chi paga.

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