Italseven: Mondiali più lontani, è corsa per Hong Kong

Il risultato di Lodz allontana gli azzurri dalla corsa alla World Cup, ma la Germania è a solo due punti di distanza.

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Una prova sottotono, lontana da quella vista a Mosca. E se il girone in cui erano capitati gli azzurri non era certo facile - con Russia, Inghilterra e Galles - è anche vero che l'Italseven ci ha messo del suo per complicarsi la vita, come confermano anche le difficili vittorie ottenute nella seconda giornata con Polonia e Belgio. Un nono posto che allontana gli azzurri dal vertice della classifica e la corsa ai Mondiali si fa dura.

Le Grand Prix Series, infatti, valgono anche come torneo di qualificazione sia ai Mondiali 7s sia al torneo B di Hong Kong all'interno delle Sevens World Series. Sia per il torneo iridato sia per quello di qualificazione alle Sevens Series i posti a disposizione sono due, ma diverse squadre sono già qualificate per i due tornei e, dunque, la corsa azzurra va modulata sulle altre.

Per i Mondiali in corsa ci sono Russia, Spagna, Irlanda, Germania, Italia, Georgia, Portogallo, Belgio e Polonia - con Francia, Galles e Inghilterra già qualificate. L'Italia attualmente è sesta in classifica con 18 punti. Davanti a lei, a quota 36, ci sono Irlanda, Spagna e Russia, mentre quinta è la Germania con 20 punti (pari merito con la Francia). Insomma, agguantare il secondo posto appare impossibile, servirebbe un vero e proprio miracolo.

Diversa è la situazione per l'Hong Kong 7s. Qui in corsa ci sono Irlanda, Germania, Irlanda, Georgia, Portogallo, Belgio e Polonia. Come si vede, l'Irlanda appare fuori portata, mentre la Germania è a soli due punti dagli azzurri. I quali, però, devono augurarsi maggior fortuna nei sorteggi dei gironi di Clermont ed Exeter, ma soprattutto dovranno cambiare marcia rispetto a Lodz e mostrare quelle qualità viste a Mosca.

Detto ciò, va ricordato che l'Italseven è ancora un cantiere aperto, dove i limiti strutturali sono ancora tanti. A vedere le prime due tappe delle Grand Prix Series, infatti, è evidente che nel gruppo azzurro manchi un giocatore esplosivo, che atleticamente faccia la differenza e sappia creare quei break fondamentali per marcare mete. Chi più ci si avvicina è Lupini, ma non basta. Poi serve un lavoro mentale per dare sicurezze a questo gruppo, che in Polonia è apparso rassegnato fin dal primo fischio d'inizio.

Interessante - ma qui si parla in chiave futura - quello che si legge nel bilancio preventivo 2017 della Fir riguardo al Seven. Sarebbe, infatti, in via di definizione un accordo tra la Fir e le Fiamme Oro per un progetto che crei due gruppi (uno maschile e uno femminile) di 10/15 atleti in raduno permanente da utilizzare esclusivamente per l'attività seven nelle programmazioni internazionali. Insomma, due nazionali 'professionistiche' con giocatori specializzati nel rugby 7s, al massimo da integrare con giocatori provenienti dal XV. Insomma, quello che succede ovunque all'estero.

Foto - Rugby Europe

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