Italrugby: O'Shea "Più competitivi di quello che molti credono"

Il ct azzurro ha parlato dopo l'annuncio della formazione che domani sfiderà la Scozia a Singapore.

KYOTO, JAPAN - MAY 10:  Conor O'Shea head coach of Italy arrives to the Kyoto State Guest House during the Rugby World Cup Pool Draw on May 10, 2017 in Kyoto, Japan.  (Photo by Atsushi Tomura/Getty Images)

“Abbiamo passato una grande settimana, spendendo i primi giorni ad acclimatarci e a prendere confidenza con il caldo e l’umidità, ma anche le condizioni meteo fanno parte della sfida”. Conor O’Shea, a quarantotto ore dal debutto dell’Italrugby nel tour estivo, incontra la stampa locale a margine dell’annuncio della formazione che sabato sfida la Scozia a Singapore: “La città è affascinante, siamo emozionati all’idea di portare per la prima volta un test-matc Tier 1 in questa parte del mondo e sicuramente è un momento che tutti noi ricordereremo” ha dichiarato O’Shea.

“Per la gara di sabato mi aspetto, da parte nostra, una maggiore capacità di concretizzare, cogliere le opportunità rispetto al 6 Nazioni: il 29-0 di Murrayfield non rispecchia il divario tra le nostre due squadre, ma dobbiamo eseguire meglio il nostro rugby. Abbiamo scelto una squadra giovane, con alcune individualità di spicco come Campagnaro e Sarto che rientra dall’infortunio, o come Simone Ferrari in mischia. Ci sono molte cose da vedere in campo che aspettiamo con ansia” ha detto il ct azzurro.

“Vogliamo rendere orgogliosa la comunità italiana che ci ha accolto qui a Singapore e tutto il movimento, chi guarderà da casa: c’è sicuramente una differenza tra noi e la Scozia, ma non è così marcato e, nel nostro processo di crescita, imparare a gestire più efficacemente il nostro approccio mentale è rilevante” ha spiegato O’Shea.

“Siamo una bella squadra di rugby, stiamo lavorando per costruire il nostro futuro e stiamo apportando i cambiamenti necessari, ma sappiamo di essere giudicati per quello che facciamo sul campo, non per quello che lasceremo tra dieci anni. Ma, già oggi, siamo e possiamo essere molto più competitivi di quanto molti credano” conclude Conor.

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