Rugby 7s: Nick Fadalti "L'Italseven ha trovato la sua identità"

In vista della seconda tappa delle Grand Prix Series abbiamo sentito Niccolò Fadalti, 'veterano' dell'Italseven.

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L'Italia è impegnata nelle prime tappe delle Grand Prix Series, il torneo continentale di rugby a sette. A Mosca gli azzurri di Andy Vilk hanno ottenuto un ottimo quarto posto, battendo squadre blasonate come Spagna e Francia, e il prossimo weekend saranno in campo in Polonia. Azzurri che, dopo anni di difficoltà, negli ultimi 12 mesi hanno visto una importante crescita in campo.

Nei giorni scorsi avevamo affrontato il tema di cosa era cambiato negli ultimi due anni nel seven italiano, ma oggi abbiamo deciso di parlarne direttamente con uno dei protagonisti. Quel Niccolò Fadalti che ormai è un veterano del rugby seven azzurro, ala del Petrarca Padova e uno dei punti fermi della squadra di Andy Vilk. Ecco le sue parole.

Dopo anni difficili, dalle scorse Grand Prix Series si è vista una costante crescita della squadra. Dal tuo punto di vista, cosa è cambiato rispetto al passato, se è cambiato qualcosa?
Sta cambiando la mentalità dei giocatori che entrano nel gruppo seven, stiamo finalmente trovando un identità che Andy ha voluto dare al gruppo, gli allenamenti mirati e il giocare assieme da qualche anno ormai sta portando i suoi frutti.

Il gap con le migliori è ancora importante, ma le vittorie con Spagna e Francia fanno ben sperare. Dove resta ancora il ‘ritardo’ con i top team e dove vedi, in campo, che la distanza si è ridotta?
Penso che il poterlo fare 365 giorni all'anno ci darebbe un ulteriore vantaggio per arrivare dove vogliamo, in campo sta crescendo la consapevolezza di essere una buona squadra e lo si vede dal come affrontiamo la partita, non abbiamo più paura di sfidarli.

Lo so che è un discorso più ‘politico’ e non hai certo voce in capitolo, ma dalla tua lunga esperienza nel rugby a sette, quanto credi potrebbe tornare utile per il movimento e la nazionale un campionato nazionale di 7s, magari sulla falsariga di quello della Premiership inglese?
Avere un campionato seven's ampierebbe sicuramente il bacino di giocatori che possono entrare nel gruppo, al momento andy ne può vedere solo 20 alla volta durante i raduni che facciamo durante le pause del 15. E per chi già lo pratica aumenterebbe la sua esperienza nel settore.

Tu sei un giocatore di rugby XV, un punto fermo del Petrarca. Come si gestisce il passaggio dal XV al 7s? Quali skills del XV servono nel Seven e quali abilità del 7s tornano utili nel XV?
Ogni volta che torno dal 7s al XV il campo mi sembra super affollato e viceversa quando torno al 7s mi sembra quasi vuoto. Dopo tanti anni dell'uno e dell'altro ho imparato ad alzare l'attenzione i primi allenamenti per ritrovate i meccanismi più adatti. Rimangono sempre rugby quindi gli skills di base come placcaggio passaggio sostegno ecc sono fondamentali in entrambi gli sport. Dal 7s torno sempre con un passaggio e un attitudine alla fatica sicuramente migliorati.

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