Champions Cup: l'Italia perde il suo posto

Come anticipato, l'EPCR punta alla meritocrazia e dalla stagione 2018/19 per accedere alla Coppa Europa si dovrà arrivare nella top 7 della Guinness Pro 12.

Guinness PRO12, Stadio Lanfranchi, Parma, Italy 25/3/2017 Zebre vs Munster  Zebre's Maxime Mbandà on the attack Mandatory Credit ©INPHO/Federico Matteucci

Una riforma sostanziale del processo di qualificazione alla Champions Cup sarà introdotto da EPCR a partire dalla stagione a venire, con l'obiettivo di creare un percorso di accesso più armonico alla principale competizione europea per Club. Che punta alla meritocrazia e che toglie quella presenza italiana che era sempre più scomoda.

Al termine della stagione 2017/18, le sette squadre meglio classificate del Guinness PRO12 si qualificheranno, a prescindere dal proprio Paese di provenienza, per la Champions Cup 2018/19. Tale modifica andrà a sostituire l'attuale format che prevede la partecipazione, tra le sette squadre provenienti dal PRO12, di almeno un Club in rappresentanza di Irlanda, Italia, Scozia e Galles.

Rimarrà immutato il sistema di qualificazione dall'Aviva Premiership e dal TOP 14, con la qualificazione alla Champions Cup delle sei formazioni meglio classificate in ciascuno dei due campionati.Vi sarà inoltre un ulteriore incentivo per i Club partecipanti alla Challenge Cup, con la vincente della manifestazione che andrà ad occupare automaticamente il ventesimo posto disponibile nella Champions Cup della stagione seguente. Nel caso la vincente della Challenge Cup sia già qualificata tramite il proprio campionato, la perdente della Finale prenderà il suo posto.

"Queste modifiche – ha dichiarato il Direttore Generale di EPCR, Vincent Gaillard – sono volti a rafforzare sia la Champions Cup sia la Challenge Cup. Il nuovo format di qualificazione contribuirà ulteriormente alla crescita che abbiamo avuto in termini di pubblico, di audience televisiva ed espansione verso nuovi mercati, mentre continuiamo a sviluppare fantastici appuntamenti rugbistici per Club, giocatori, sponsor, television e, soprattutto, per i nostri fans”.

Martin Anayi, Chief Executive Officer di PRO12 Rugby, ha accolto favorevolmente le modifiche annunciate da EPCR: "Chiunque può rilevare l'impatto positive che la meritocrazia ha avuto sul Guinness PRO12 sin dal suo inserimento nella stagione 2014/2015” ha dichiarato Anayi. "Il torneo non ha mai goduto di miglior salute tra i Club partecipanti e queste ultime modifiche porteranno una reale meritocrazia al nostro campionato. Nella scorsa stagione le prestazioni dei nostri Club in Champions Cup e Challenge Cup sono state altamente incoraggianti e questa crescita li stimolerà ad avere un impatto ancora più forte in futuro”.

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