Zebre: stipendi ridotti e ripianare i debiti le parole d'ordine

Sulle pagine di rugbymeet parla il vicepresidente dei bianconeri Carlo Rizzardi. Ecco le sue parole.

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La stagione è finita e le Zebre cercano di guardare oltre. Oltre ai difficili risultati sportivi, ma soprattutto oltre alle difficoltà societarie ed economiche, che hanno portato a un passo dal portare i libri in tribunale e a chiedere il concordato in bianco. Ma com'è la situazione oggi? Su rugbymeet.com ha parlato Carlo Rizzardi, vicepresidente della franchigia di Parma.

E la prima notizia è che il concordato in bianco è stato ritirato, con una nuova opzione sul tavolo. "Si chiama riclassificazione del debito. L’ impegno che ci siamo assunti è di ripianare tutte le sofferenze entro i prossimi tre esercizi" dice Rizzardi, anche se ancora non c'è nulla di definitivo, come conferma il vicepresidente. "Stiamo lavorando all’elaborazione di un piano industriale della durata di tre anni. È previsto un aumento di capitale e ci sono importanti novità in vista. Sono, siamo ottimisti". Che è il sale della vita, no?

Il risultato, se confermato, sarà una società di sviluppo, dove il professionismo si mescola allo studio. "Noi abbiamo in testa l’idea di una franchigia giovane. Con i giocatori che si divideranno fra campo, studio e periodi di formazione presso le aziende aderenti al progetto" continua Rizzardi, che annuncia nette riduzioni negli stipendi dei giocatori. "Noi pensiamo a una rosa che comprenda 4 o al massimo 5 giocatori stranieri di alto livello, ai quali riconoscere ingaggi di ammontare in linea con l’oggettivo valore di mercato. Ma accanto a loro, un gruppo di 30 italiani che pagheremo secondo il loro effettivo valore, senza gonfiare ingaggi, senza sopravvalutare nessuno. Come è accaduto per il passato".

E parlando di rosa, Rizzardi ammette che oggi le Zebre non hanno voce in capitolo. "Attualmente è tutto in capo a Fir, che farà la rosa e sceglierà lo staff tecnico. Al momento non siamo nelle condizioni di assumerci una tale incombenza. Ma quando avremo basi solide da cui partire…" dice il vicepresidente. E parlando di soldi, Rizzardi dice che dalla Fir le Zebre si aspettano 4,5 milioni l'anno, mentre i bianconeri entro il terzo anno dovrebbero arrivare a contribuire con 2,5 milioni. Cifre esagerate, vista l'esperienza passata? "Sono cifre veritiere, le Zebre senza Fir hanno contribuito all’esercizio appena chiuso con 800 mila euro. Per il futuro si tratta di triplicarlo, confermo" dice Rizzardi, che da Parma non si vuole spostare. "Per i prossimi tre anni sicuramente sì. A Parma ci sono un ottimo stadio e valide strutture. Non esiste un’alternativa" conclude. E, forse, il problema è proprio questo. Si insiste perché di alternative non ci sono. Punto.

Foto - Zebre Rugby

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