Eccellenza: la parola d'ordine è "incompetenza"

Il caso Paz, preceduto da quello San Donà, mostra come il massimo campionato italiano sia poco massimo e ancor meno eccellente.

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Oggi, salvo sorprese, la Procura sportiva e la Commissione medica della Fir diranno la loro sulla querelle Viadana-Calvisano e sul caso Paz. Ci saranno sorprese, o verrà confermata la decisione del giudice sportivo, che ha omologato il risultato in campo perché “incompetente”? Ecco, di incompetenti in questa storia sembrano essercene tanti.

In primo luogo chi ha deciso di introdurre per i playoff d’Eccellenza il protocollo internazionale sulle concussioni, senza che squadre, staff medici, staff tecnici, arbitri e giudici sportivi (evidentemente) lo potessero capire al meglio. Incompetenti sono staff tecnico e medico di Calvisano, a leggere le parole di Brunello sul Giornale di Brescia: “è tutto successo molto rapidamente, il giocatore è uscito mentre stavamo interrogandoci se chiedere la mischia o provare a calciare ai pali, il medico ha detto “trauma cranico” e lo ha accompagnato negli spogliatoi”.

Insomma, il medico ha parlato di trauma cranico, però agli atti presentati dal Viadana “non è stato compilato il modello Hia 1”, cioè il modulo richiesto dai nuovi protocolli in caso di concussione. E volendo credere nella buona fede, ciò significa incompetenza. Paz, poi, torna in campo dopo 5 minuti, quando il protocollo sul trauma cranico pretende uno stop di 10 minuti. Incompetenza. E Paz torna in campo con una fasciatura. Sul ginocchio. Non sulla testa. E qui, volendo credere nella buona fede, cosa si deve credere?

Insomma, il giudice sportivo si è dichiarato incompetente, ma di incompetenze ce ne sono state tante. E, purtroppo, non è la prima volta che capita quando si parla di Eccellenza, cioè del campionato che secondo la Fir da quando è arrivato Alfredo Gavazzi dovrebbe crescere, venir rivalutato, aiutato a migliorare. I risultati? Dopo anni in cui la Fir regalava (facendo pagare ai club il conto) i diritti tv, quest’anno manco gratis un’emittente li ha voluti comprare. Le tribune continuano a essere tristemente vuote, con numeri (da comunicati stampa dei club, quindi probabilmente gonfiati) risibili. E sportivamente? A vedere le convocazioni di O’Shea, solo a Calvisano ci sono giocatori che sanno giocare a rugby.

Incompetenti, dicevamo. E il caso San Donà che ha tolto il club veneto dai playoff ne è un’altra dimostrazione. Incompetente chi, in Federazione, fa una regola per la quale chi veste la maglia azzurra è considerato di formazione italiana, ma poi non aggiorna gli elenchi e Luca Petrozzi è considerato straniero. Incompetente chi, in Federazione, contattato dal San Donà dice che va tutto bene, quando poi non è così. Incompetente chi, a San Donà, pensa che una telefonata a Carlo Checchinato (Carlo Checchinato!) basti come prova per venir scagionati.

Incompetenti, appunto. In tanti, in troppi sono o sembrano incompetenti nell’Eccellenza ovale italiana. E intanto si va avanti, convinti che vada tutto bene. Basta un comunicato stampa in cui ci si vanta di essere entrati nella Commissione Bilancio (dove ci sono altri 31 Paesi e dimenticando che non si è più nel Comitato Esecutivo, cioè il comitato che conta davvero) della World Rugby per convincersi di essere competenti. Di cosa, però, ancora bisogna capirlo. E, oggi, salvo sorprese arriverà il giudizio della Procura federale e della Commissione medica. Sperando che, almeno lì, ci sia qualcuno di competente.

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