Sport italiano: Malagò, senza avversari, rieletto a capo del Coni

Si è tenuto oggi il Consiglio Nazionale Elettivo che ha confermato Giovanni Malagò presidente.

ROME, ITALY - DECEMBER 19:  (L-R) CONI President Giovanni Malago' and Sports Minister Luca Lotti attend the Italian Olympic Commitee 'Collari d'Oro' Awards at Foro Italico on December 19, 2016 in Rome, Italy.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Bene, bravo, bis. In una sfida a senso unico, dove il suo avversario - Sergio Grifoni - non aveva praticamente chance, Giovanni Malagò fa il vuoto e si conferma presidente del Coni. Un'elezione ben meno emozionante e tesa rispetto a quella del 2013, quando superò di misura l'esperto uomo-Coni Pagnozzi con 40 voti a 35, in uno sprint finale che sorprese molti.

Questa volta per l'ex presidente del Circolo Canottieri Aniene l'elezione è stata una formalità. Malagò è stato rieletto a larghissima maggioranza dal Consiglio Nazionale che si è riunito questa mattina nel Salone d’Onore, ottenendo 67 voti e superando lo sfidante Sergio Grifoni, ex presidente della Federazione Italiana Orienteering, che ha ottenuto due preferenze. Erano presenti 75 aventi diritto al voto (5 schede bianche e una nulla). Malagò, 58 anni, è al suo secondo mandato alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Il Presidente, prima del voto, ha tracciato un bilancio dell'ultimo quadriennio, rivolgendo contestualmente lo sguardo al futuro. "Per la prima volta è stato redatto il bilancio di mandato: è il biglietto da visita più importante per comprendere ciò che è stato fatto. I 4/5 di quanto programmato è stato realizzato, altre situazioni non sono dipese dalla volontà del CONI. Penso però a quanto si è fatto in molti settori del nostro mondo: penso all’Istituto di Medicina e Scienza, alla formidabile crescita della Scuola dello Sport, penso al percorso fatto per riformare la giustizia sportiva e alla credibilità acquisita a livello internazionale relativamente al tema dell’antidoping, dove siamo diventati modello da imitare, attribuendo autonomia al sistema".

"E poi c’è il tema dello sport a scuola: ci abbiamo messo la faccia e le risorse, raccogliendo risultati importanti sotto il profilo della pratica sportiva. In 4 anni sono cambiati più volte i referenti a livello istituzionale e non è stato facile portare avanti le nostre istanze. Ora però è indispensabile avere una legislatura piena e pianificare la legge quadro del nostro sistema, non tenendo più conto di apparati legislativi che sono ormai desueti. Dobbiamo uscire dai recinti, dobbiamo volare alto, mettendo da parte i protagonismi e ogni conflitto d’interesse. E’ per legittimare la credibilità che ci viene riconosciuta, come conferma l’attribuzione di risorse del Governo per il progetto Sport e Periferie. Riusciremo a superare le difficoltà, a reperire nuove risorse, a uniformare statuti e regolamenti. I risultati sportivi poi sono sotto gli occhi di tutti: l’associazionismo di base è il nostro motore. Vogliamo andare avanti, facendo leva su coraggio e idee: poi la differenza la fanno le persone, soprattutto i 12 milioni di tesserati. Viva lo sport” ha concluso Malagò.

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