Sport e scuola: Italia? La peggiore d'Europa in educazione fisica

Dopo l'inchiesta del Corriere della Sera riemerge una ricerca del 2013 che dà un quadro desolante della scuola italiana.

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Il primo problema dello sport in Italia, rugby compreso? La scuola. Non è certo né una sorpresa né una notizia recente e basta dare un'occhiata alle strutture scolastiche italiane per capire che l'educazione fisica e lo sport siano all'ultimo posto negli interessamenti delle scuole nel Belpaese. Anzi, in realtà lo sport agonistico - praticato extra-scuola - viene spesso addirittura osteggiato agli insegnanti. Ma torniamo a parlare dello sport fatto a scuola.

Pochi giorni fa il Corriere della Sera ha pubblicato un'inchiesta sul livello imbarazzante delle capacità motorie dei bambini e dei ragazzi italiani. Un'inchiesta che fa riferimento a una ricerca pubblicata nel 2013 da Eurydice e che in questi giorni è tornata d'attualità. E che descrive un'Italia fanalino di coda d'Europa quando si parla di scuola e sport. Ecco cosa scrive il sito Skuola.net in base al rapporto “Educazione fisica e sport a scuola in Europa”.

"La nostra è una delle pochissime nazioni dell’Unione europea che, pur avendo indicato l’educazione fisica come materia obbligatoria, nelle scuole primarie ha consentito la completa flessibilità di orario. Ciò significa che gli insegnanti hanno facoltà di far svolgere attività fisiche ai bambini quando e come meglio credono. Peccato che questo di traduca molto spesso in una corsetta o in qualche esercizio a corpo libero" scrive Skuola.net. Il che, tradotto, significa che non si può quantificare le ore (né soprattutto la qualità delle stesse) di attività fisica a scuola.

Si può però fare una stima. Se in Francia le ore annue di ginnastica nelle scuole primarie sono di 100 l'anno, in Germania circa 80 e nei Paesi scandinavi si arriva a 70, mentre in Italia durante il quinquennio delle elementari si arriva ad accumulare un gap di circa 350/400 ore. E non va molto meglio alle medie e le superiori, dove in Italia si fanno 66 ore di educazione fisica l'anno, contro le oltre 100 di Francia, Austria, Polonia e Germania.

Ma, come detto, oltre alla quantità è la qualità dell'educazione fisica che latita in Italia. Da noi non ci sono delle linee guida precise che un insegnante deve seguire, mentre in altri Paesi ci sono delle attività indicate come obbligatorie per i ragazzi, in particolare la ginnastica a corpo libero e i giochi con la palla, ma non è escluso che uno studente debba cimentarsi con l’atletica o col nuoto.

Infine, i voti. In Italia il voto di educazione fisica è dato un po' alla spera in Dio, ed evito termini più volgari. Insomma, gli educatori danno un voto senza alcun riscontro oggettivo di quanto riportato nella pagella. Ben diverso rispetto agli altri Paesi europei, dove in alcuni casi alla pagella si allega un report sulle abilità fisico-sportive dei ragazzi.

Foto - Flickr/Luca Rossato

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