Pro 12: le Zebre e quel mercato fermo a quota zero

Mentre la Benetton ha già annunciato sei nuovi arrivi, in casa bianconera tutto tace. Un silenzio che preoccupa.

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Da un lato ci sono Sebastian Negri, Juan Ignacio Brex, Marty Banks, Federico Ruzza, Nasi Manu e Whetu Douglas. Dall'altro la casella è vuota. Parliamo degli arrivi per la stagione 2017/18 alle due franchigie celtiche, con la Benetton che ha annunciato sei arrivi - uno dei quali proprio dalle Zebre -, mentre i bianconeri hanno solo annunciato qualche rinnovo nelle ultime settimane.

Una situazione, quella delle Zebre, come quella di Connacht, mentre tutti gli altri 10 club della Guinness Pro 12 hanno iniziato ad annunciare diversi arrivi. E con la situazione economica dei bianconeri ben noti, questo silenzio preoccupa i tifosi delle Zebre e gli addetti ai lavori, che si chiedono se questo zero nella casella sia solo motivato dalla volontà di aspettare la fine del campionato per parlare del futuro, o se i conti non permettono spese e la dirigenza bianconera è in difficoltà nel mercato in entrata.

Una situazione sicuramente figlia dei problemi societari che si sono trascinati dai primi di gennaio (il famoso appello del presidente Pagliarini agli industriali di Parma), cioè da quando le squadre iniziano a programmare il futuro e si muovono sul mercato. Un mercato che, invece, in casa Zebre è stato obbligatoriamente fermo, con la società incapace di programmare anche solo la fine di questa stagione. Il gap con le avversarie, già evidente quest'anno, rischia di ampliarsi ancora di più.

Chi arriverà a Parma? Sicuramente ci sarà un flusso dall'Eccellenza, con diversi giovani promettenti talenti già affiancati dalla stampa alle Zebre, ma se un ricambio è necessario ed è il motivo per cui le italiane sono entrate in Pro 12, dall'altra non si può pensare di far fare il salto di qualità a questa squadra solo con dei giovani che avranno bisogno di un lungo periodo d'assestamento. E nel frattempo? Le Zebre - e il rugby italiano - non possono permettersi ancora a lungo di fare da sparring partner ai club europei. Serve una svolta decisa e, come avevamo già scritto, a Parma di rivoluzioni non se ne sono viste.

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