Stade Français: dal rischio fallimento al doppio sogno sportivo

Nel giro di poche settimane il club parigino è passato dalla fusione certa con il Racing a giocarsi le sue carte in Europa e in Francia.

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Stavano già passando i titoli di coda sulla storia dello Stade Français lo scorso marzo. Il presidente Thomas Savare e quello del Racing 92, Jacky Lorenzetti, annunciavano in una conferenza stampa la fusione tra i due club, per creare una superpotenza parigina. Una fusione che aveva il sapore del fallimento per il club di Sergio Parisse, che appariva a un passo dal venir acquisita dal Racing di fronte alle tante difficoltà economiche degli ultimi anni.

Fallimento societario, lo spettro di scomparire all'orizzonte e un terz'ultimo posto in Top 14 che raccontava di una nuova stagione da dimenticare dopo il titolo vinto due anni fa. Stavano già passando i titoli di coda e il film visto sembrava non dover avere un lieto fine. Ma da quella metà di marzo tutto è cambiato a Parigi e lo Stade Français sembra essere rinato dalle proprie ceneri. Proprio come quei film dove dopo i titoli di coda, quando una parte del pubblico ha già lasciato il cinema, ecco che c'è ancora spazio per una battuta, per un finale a sorpresa, o un 'post scriptum' che apre la strada a un possibile sequel.

Da quel momento, infatti, lo Stade Français ha riscoperto il gusto della vittoria. Lo ha fatto in Europa, dove clamorosamente ha battuto ed eliminato gli Ospreys, guadagnandosi domenica prossima un posto in semifinale di Challenge Cup contro Bath, ma lo ha fatto anche in Francia, dove successo dopo successo ha risalito la china. Oggi è sesta, in piena zona playoff, e oggi disputerà il recupero (arduo) contro Castres.

Insomma, lo Stade sembrava morto e, invece, Parisse e compagni sono più vivi che mai. Restano le ombre e i dubbi sul futuro della società, ma i giocatori - comunque vada - hanno deciso di onorare questa maglia fino all'ultimo. Coltivando il sogno europeo e quello del Top 14, decisi a non chiudere la stagione troppo presto. Perché potrebbe essere l'ultima e, dunque, meglio godersela fino alla fine. O fino alla finale. E i titoli di coda possono aspettare.

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