Caso San Donà: emblema del cortocircuito ovale

Il club veneto sta pensando di rivolgersi alla giustizia ordinaria per un caso che si sarebbe dovuto risolvere in cinque minuti.

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“Stiamo subendo un’ingiustizia di una dimensione inspiegabile e sproporzionata” ha scritto il presidente del San Donà, Marusso, in un duro comunicato stampa. Il pasticciaccio brutto di Luca Petrozzi, costato ai veneti 8 punti in classifica e virtualmente l'esclusione dalla corsa playoff, ha vissuto un altro capitolo ieri, con il San Donà che ha tenuto una conferenza stampa e pubblicato un comunicato che punta il dito contro la Fir.

“La Federazione ci ha lasciati soli, pensando più a difendere la filiera del personale coinvolto che la legittimità della propria norma e, conseguentemente, del suo massimo campionato […] Ma chi deve pagare pagherà” ha, invece, dichiarato lo stesso presidente sulle pagine de La Nuova di Venezia e Mestre. E sotto accusa vanno i responsabili Tesseramento e quello dell'alto livello.

“Prima di stipulare l’accordo con il Rugby San Donà, il direttore sportivo Paolo Dartora ha richiesto via email la conferma della validità di tale norma per l’atleta Luca Petrozzi al responsabile FIR Alto Livello Sig. Carlo Checchinato e via telefono all’Ufficio Tesseramenti della FIR, ricevendo in entrambi i casi una risposta affermativa” ha dichiarato ieri il San Donà. Insomma, per Carlo Checchinato e per l'ufficio Tesseramenti il giocatore era, di fatto, italiano. Eppure San Donà ha subito una penalizzazione perché Petrozzi era considerato straniero.

Insomma, San Donà ha tesserato Luca Petrozzi come giocatore di formazione italiane, mentre la Fir lo ha registrato come giocatore di formazione straniera. Nonostante le rassicurazioni avute dai responsabili federali competenti e impossibile da controllare, perché il cartellino del giocatore non è mai stato recapitato al San Donà da parte della Fir.

A ciò si aggiunga che, secondo il club veneto, l'ultima sentenza del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, che ha accolto il ricorso del Reggio, “crea un conflitto tra le norme, la delibera federale (scritta di proposito per equiparare a formazione italiana i giocatori U20 che hanno scelto di giocare per la Nazionale Italiana) e la norma amministrativa del tesseramento. Quali sono le più importanti da tenere in considerazione?”.

Insomma, un pasticciaccio brutto, l'ennesimo in un mondo – quello del rugby italiano – dove dominano il dilettantismo e il pressapochismo. Dove chi è responsabile dà informazioni che poi vengono smentite dai fatti e dove il massimo campionato è falsato – o quantomeno influenzato – da un errore formale e nulla più. “Chi deve pagare pagherà” dice il San Donà. In un tribunale civile. Chi sa se, però, anche la Fir si muoverà nei confronti dei dirigenti che hanno sbagliato.

Foto - San Donà/D'Anna

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