Affari italiani: Treviso e Zebre, le due facce della stessa medaglia

La Benetton torna alla vittoria e convince, le Zebre annaspano nel caos societario. E l'Italia guarda.

benetton.jpg

Conor O'Shea l'ha detto e ripetuto più volte e, immaginiamo, lo avrà detto e ripetuto anche sabato quando si è incontrato con Alfredo Gavazzi. L'Italia non può fare il salto di qualità se non fanno il salto di qualità prima di lei le franchigie celtiche. E sabato il ct azzurro ha fatto un tour de force, perché dopo Calvisano è andato a Parma e poi a Treviso per vedere da vicino lo stato di salute di Zebre e Treviso.

E si sarà fatto un'idea ben chiara. A Parma lo spettacolo ha rispecchiato il solito copione. Un Munster troppo forte per una formazione bianconera in sofferenza fin da subito, i giocatori che non riescono a esprimersi secondo le loro potenzialità e una pesante – ennesima – sconfitta. Victor Jimenez, coach delle Zebre, non si è nascosto nel postpartita e ha sottolineato come le prestazioni in campo non fanno altro che riflettere ciò che accade fuori dal campo.

Parliamoci chiaramente. Da almeno un anno i giocatori delle Zebre non vengono messi nelle condizioni di crescere, di dare il meglio e di esprimersi come potrebbero. Una società assente, la confusione tecnica, le scelte di mercato dettate non si sa bene da chi e perché (vedi gli addii di Carlo Festuccia e Quintin Geldenhuys e l'arrivo di sconosciute meteore sudafricane, ndr.) che si traducono in una squadra senza confidenza nei propri mezzi. E, così, gli azzurri che vestono il bianconero perdono certezze, giocano peggio del loro valore, e non lavorano come dovrebbero per dare il meglio con il club e con la nazionale e quando arrivano in azzurro hanno un gap incolmabile con gli avversari.

Non va molto meglio a Treviso, che in stagione ha ottenuto solo tre vittorie in Pro 12, ha subito pesanti sconfitte e ha un'infermeria piena. Ma in casa Benetton una società c'è, le scelte – giuste o sbagliate che siano state – avevano una logica tecnica e i giocatori vedono un progetto che si sta delineando per il futuro. E la partita di sabato contro gli Ospreys ne è il risultato. Nonostante le tante assenze, infatti, il pack biancoverde ha dominato contro i forti gallesi, la mediana si è trovata nella possibilità di avere palloni giocabili e in campo si è vista una prestazione all'altezza del campionato celtico.

Ora Treviso dovrà fare il salto di qualità che significa dare costanza non tanto ai risultati, quando alle prestazioni. Ma quello che si è visto sabato dimostra che le potenzialità per un finale di stagione positivo ci sono e nello spogliatoio i ragazzi possono respirare un'aria più tranquilla, positiva e possono, dunque, lavorare al meglio. Ciò che, invece, non si può fare a Parma, dove ci si distrae aspettando notizie da delle assemblee dei soci continuamente rimandate, dove il presidente è dimissionario (ma senza che ciò venga neppure ufficializzato), dove non si sa chi comanderà l'anno prossimo, chi ci metterà i soldi, dove e perché si giocherà.

Chi sa se di tutto questo Conor O'Shea ha parlato di Alfredo Gavazzi e chi sa come il numero 1 federale avrà risposto. Ricordiamo che pochi giorni fa Alfredo Gavazzi ha dichiarato che, prendesse lui le Zebre in mano, inizierebbero a vincere. O'Shea gli avrà ricordato che la Fir conosce la situazione tragica delle Zebre da almeno un anno, ma ha lasciato che si trascinasse sin qui fino a intervenire?

Foto - Benetton Treviso

Vota l'articolo:
4.03 su 5.00 basato su 65 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE SPORT DI BLOGO