Affari italiani: flop tecnici e giochi delle tre carte

Mentre O'Shea chiede cambi drastici, le ultime notizie parlano di bocciature non tanto definitive.

during a Italy IRB Rugby World Cup 2011 training session at Caledonian Ground on September 29, 2011 in Dunedin, New Zealand.

"Le decisioni che dovremo prendere faranno male a qualcuno [...] E’ facile fare questi cambiamenti, a patto di volerlo. Sarà difficile? Sì, ma è fattibile e deve essere fatto. Qualcuno dovrà mettere il proprio ego da parte nell’interesse della maglia azzurra" ha tuonato Conor O'Shea alla fine di un 6 Nazioni non certo da ricordare per i colori azzurri. E, come abbiamo già detto più volte, non è la prima uscita del ct irlandese che chiede cambiamenti veri e seri nel rugby italiano.

"Dobbiamo fare cambiamenti, serve più sostegno da parte di tutti, va cambiato tutto il movimento, perché si deve arrivare a far sì di dare ai ragazzi le armi per esprimersi al meglio" aveva, infatti, detto dopo la sfida con la Francia, parlando nello specifico della filiera che porta i giovani talenti in nazionale. Una filiera che negli ultimi anni ha avuto un problema evidente a livello di Under 20.

L'Italia juniores che aveva fatto sperare negli ultimi anni, quando i ragazzi erano nell'Under 18 guidata da Brunello, si è sciolta come neve al sole in questo 6 Nazioni di categoria. Cinque sconfitte e troppe lacune tecniche e tattiche dimostrate in campo. Cosa è cambiato in due anni? Sicuramente gli avversari, con gli altri che probabilmente crescono più velocemente di noi, ma ancora più sicuramente lo staff tecnico. Formato, come ben sappiamo, da Alessandro Troncon che nell'ultimo anno è stato affiancato da Carlo Orlandi.

Una gestione tecnica quella dell'ex mediano azzurro che lascia perplessi gli addetti ai lavori, e che secondo le ultime indiscrezioni porterà alla bocciatura della coppia di ct da parte della Federazione, che cambierà la guida tecnica dell'Italia Under 20. Insomma, Troncon e Orlandi non vanno bene per la nazionale juniores, hanno fallito gli obiettivi richiesti e - soprattutto il primo - è da diversi anni che non fa fare il salto di qualità alla nazionale juniores. Bocciati, ma non giubilati.

Sì, perché Conor O'Shea chiede una rivoluzione, ma forse non ha ancora capito dove è finito. Perché chi fallisce, da noi, spesso viene premiato. E, così, ecco che altri rumors parlando di Alessandro Troncon e Carlo Orlandi come futuri assistant coach delle Zebre, sotto la guida di Michael Bradley. Insomma, a loro sarà affidata la gestione tecnica di una fetta importante dei giocatori che fanno parte dell'Italia maggiore. Dopo aver fallito. Caro Conor, it's Italy, baby.

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