Affari italiani: dietrofront Gavazzi, tutti i fallimenti del numero 1

Dalle Accademie agli staff tecnici, passando per il numero di franchigie, i fatti smentiscono la politica federale degli ultimi 5 anni.

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Se è vero che solo gli stolti non cambiano mai idea, è altrettanto vero che anche cambiare idea ogni volta non ti fa fare una bella figura. E l'ultimo periodo per Alfredo Gavazzi è quello dei dietrofront, delle smentite a ciò che aveva annunciato in pompa magna. Dalle Accademie alla sede, dagli allenatori alle franchigie, il Gavazzi-pensiero è cambiato molto negli ultimi 12 mesi. Fallimento dopo fallimento.

"Aumento dei Centri di Formazione U16 da 36 a 50 [...] Aumento dei Centri di Formazione Permanente U18 da 9 a 10" scriveva pochi mesi fa Alfredo Gavazzi nel suo programma elettorale. Progetto ambizioso (ed elettoralmente molto funzionale...), ribadito dal numero 1 Fir ormai da anni. E, invece? I Centri U18 scenderanno a 4, mentre quelli U16 spariranno, diventando delle aree in cui i tecnici federali (quelli che Gavazzi diceva di non aver formato perché si faceva prima a formare i giocatori, ndr.) gireranno i club.

"La nuova sede? Si farà, abbiamo già individuato lo stabile" diceva Gavazzi al pranzo con i giornalisti del 2014. E, ora, la retromarcia con l'annuncio dell'intenzione di acquisire il Flaminio e di convogliare lì gli uffici federali. La nuova sede? Non si farà, lo ha detto il presidente Fir. Che ancora una volta fa retromarcia.

"In Italia abbiamo ottimi tecnici, voglio staff tecnici italiani in Pro 12" diceva poco dopo essere stato eletto a capo della Fir. E, in questi anni, ci ha provato. Cavinato, Casellato e Guidi sono stati a capo delle due franchigie celtiche. E oggi? La nazionale maggiore ha il solo Ciccio De Carli in uno staff completamente straniero, a Treviso c'è Kieran Crowley e alle Zebre c'è Victor Jimenez, mentre si parla già di Michael Bradley per l'anno prossimo. Insomma, di tecnici italiani neanche l'ombra.

"Due franchigie non ci bastano. 65 giocatori su cui lavorare sono pochi" diceva nel 2014. "Qualcuno mi dice che sono troppo pretenzioso, qualcuno mi dice che non abbiamo la quantità di giocatori di qualità che possano supportare un’altra franchigia [...] Auspico una terza franchigia" diceva pochi mesi fa, a maggio 2016. E oggi? "E' improponibile pensare a una terza franchigia perché non abbiamo i giocatori per alimentarla". Quando lo dicevamo noi, peró, eravamo disfattisti e antifederali.

Infine, anche se non è una smentita, non possiamo non stigmatizzare nuovamente le parole di Alfredo Gavazzi a proposito della scelta di Riccioni di firmare con la Benetton Treviso, lasciando Calvisano. "Compie 20 anni a dicembre, secondo me è giovane, un talento che rischiamo di rovinare. Doveva fare il permit player per una stagione, giocare 6-7 partite in Pro 12 e poi l'anno prossimo andare in una franchigia, e non lo dico perché è del Calvisano. Non abbiamo tanti talenti al suo livello, non possiamo rischiare di bruciarlo" ha detto Gavazzi. Ebbene, Zander Fagerson, uno dei piloni che hanno demolito la mischia azzurra sabato, è un classe '96 e ha esordito in Pro 12 a 18 anni. Baptiste Serin, mediano di mischia che sta facendo faville con la Francia, ha 23 anni e ha esordito in Top 14 nel 2012/13. Senza dimenticare gente come George North, che a soli 24 anni ha già 69 caps con il Galles. Ma noi no, noi un talento (parole di Gavazzi) lo vogliamo tenere a Calvisano, in Eccellenza, perché è troppo giovane.

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