Caos Zebre: Gavazzi "Milano o Roma le soluzioni ideali"

Sul Messaggero Veneto il presidente Fir allontana la franchigia da Parma. A Milano c'è chi si sta muovendo da tempo.

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Un Sei Nazioni da dimenticare, che sia quello dei 'grandi', quello juniores o il femminile. Il tutto in una stagione fallimentare per Benetton e Zebre, con Conor O'Shea che a ogni occasione ribadisce che è tutto da cambiare. E a Edimburgo c'era anche Alfredo Gavazzi, che sulle pagine del Messaggero Veneto dice la sua su questo periodo difficile per il rugby italiano.

E per prima sul banco degli imputati sale l'Under 20 e chi la gestisce (ed è stato scelto da lui, ndr.). "Anche contro la Scozia abbiamo dominato e poi abbiamo perso (38-17 il finale). C'è qualcosa che non va se sei una buona squadra, se potresti batterle tutte, meno l'Inghilterra che è di un altro pianeta" dice Gavazzi, che poi critica la scelta di Riccioni (che gioca a Calvisano, ndr.) di andare a Treviso. "Compie 20 anni a dicembre, secondo me è giovane, un talento che rischiamo di rovinare. Doveva fare il permit player per una stagione, giocare 6-7 partite in Pro 12 e poi l'anno prossimo andare in una franchigia, e non lo dico perché è del Calvisano. Non abbiamo tanti talenti al suo livello, non possiamo rischiare di bruciarlo" dice Gavazzi. Già, ma all'estero a 20 anni già esordiscono in nazionale, con questa mentalità non si va da nessuna parte.

Infine, tema Zebre e tema dove giocheranno. E qui Gavazzi ha le idee chiare. "Non so cosa accadrà. So che a Milano c'è un campo che possono rimettere a posto, 5mila posti, poi c'è il Flaminio a Roma che potrebbe essere il campo di una franchigia se andassimo lì [...] Dico che Milano mi piacerebbe perché farebbe da riferimento al bacino del Nord, ma Roma potrebbe essere il traino per il Sei Nazioni a livello di pubblico" le parole di Gavazzi. E se a Roma l'appoggio potrebbe arrivare dalle Fiamme Oro, a Milano la sponda ideale sarebbe l'Asr, che ha una struttura per gli allenamenti già di livello e che da tempo sta 'annusando l'aria'. E in Federazione c'è Stefano Baia Curtoni, ex presidente dell'Asr, che potrebbe essere la sponda ideale per portare a casa il progetto.

Un progetto che si sarebbe potuto far partire già un anno fa, quando la situazione delle Zebre era già grave ed evidente. Ma si è buttato via un altro anno, come dice O'Shea "per l'ego di qualcuno". E ora bisogna correre ai ripari, dopo un ennesimo 6 Nazioni fallimentare e dopo che per l'ennesima volta i progetti federali fanno retromarcia. Ma di questo parleremo domani.

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