Francia: Racing + Stade, ora interviene anche Parisse

Il capitano azzurro, e da anni colonna dello Stade Français, affida a Twitter il suo pensiero. Infastidito.

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“In tanti anni da capitano dello Stade Français, ho appreso della morte del mio club… da Twitter! Vigileremo sulla cosa… ve lo assicuro! #ilnostroclub”. Così ha twittato ieri sera Sergio Parisse, che così dopo un paio di giorni di silenzio dice la sua sulla fusione tra lo Stade Français e il Racing 92.

Una fusione che, come dicevamo fin dall'inizio, appare più come l'acquisizione dello Stade da parte del Racing, dopo che l'ex club di Max Guazzini da anni naviga in acque non tranquillissime. Così, mentre i giocatori minacciano di non scendere in campo nei prossimi weekend, mentre la LNR e la FFR stanno capendo se una fusione sia possibile e gli altri club si lamentano di una corsa salvezza falsata dall'annuncio, ecco che anche il capitano azzurro parla.

Sicuramente quello che sta succedendo a Parigi è qualcosa di unico, di incredibile, ma anche qualcosa che appare spesso inevitabile. La sostenibilità del rugby non è più così scontata e il caso Racing+Stade non è l'unico. Pensiamo a noi e alle Zebre, ma anche ai Cheetahs che rischiano di scomparire in Sud Africa, per non parlare degli addii a società storiche negli ultimi anni in Scozia, Galles o Inghilterra (ultimi i London Welsh). E unire le forze, forse, è l'unica soluzione per restare a galla. Chi sa, fosse successo in certe metropoli italiane...

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