Francia: Racing + Stade, ma i giocatori non ci stanno

L'ufficializzazione della fusione dei due club parigini ha sorpreso tutti, giocatori dei due club compresi.

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Questo matrimonio non s'ha da fare. A dirlo non sono i bravi di Alessandro Manzoni, ma i giocatori dello Stade Français. A poche ore dall'annuncio shock di Jacky Lorenzetti e Thomas Savare, cioè i patron di Racing 92 e Stade Français, non si sono fatte attendere le reazioni dei giocatori dei due club, con quelli dello Stade particolarmente attivi e critici.

"Siamo consapevoli della brutalità della notizia. È una bomba. Si tratta di un progetto recente, che abbiamo deciso di svelare il prima possibile. Non abbiamo ancora un nome o loghi Cominceremo a far lavorare alcuni designer da martedì" ha detto Savare, come riporta L'Equipe. Ma a far parlare, dopo la sorpresa iniziale dell'annuncio, è la reazione dei giocatori. Il cui futuro oggi è tutto da capire e da scrivere.

"13/03/2017 - End" è il laconico tweet di Hugo Bonneval, poche parole, ma che dicono moltissimo. Più parole, ma concetti simili, anche sulla pagina Facebook di Paul Gabrillagues "Non è una fusione, è l’acquisto dello Stade Francais da parte del Racing. Dunque la morte del nostro club. Non voglio partecipare a questa mascherata". Insomma, come immaginabile la fusione nasce principalmente dai problemi economici che ormai da anni attanagliano il club che fu di Max Guazzini.

"Sto controllando, ma purtroppo non è il 1 aprile" ha invece twittato Henry Chavancy, sempre dello Stade. Durissimo, invece, Pascal Papè, simbolo dello Stade e co-capitano con Sergio Parisse. "Non deporremo le armi così. Lotteremo finché sarà necessario. Questo club è una famiglia. Thomas Savare mi delude molto per il suo comportamento, che è ben lungi dall’essere umano" ha dichiarato alla stampa.

Proprio Sergio, al momento, dal ritiro azzurro non ha rilasciato dichiarazioni, mentre da quello dei Bleus non si è fatto attendere il tweet di Rabah Slimani "Come uccidere una storia, un club. Dei giocatori, uno staff, ma anche un’amministrazione. Tutti i giovani, i tifosi". Insomma, ai giocatori dello Stade questo matrimonio non piace. E non lo mandano a dire.

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