6 Nazioni 2017: Chef Rubio "Vi racconto il mio Torneo"

Sul sito ufficiale dell'RBS 6 Nazioni uno dei protagonisti di DMAX racconta il suo rapporto con il rugby.

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Sul sito ufficiale dell'RBS 6 Nazioni Chef Rubio ha raccontato il suo rapporto con il rugby. Dal primo match del 6 Nazioni visto al Flaminio nel 2000, all'esordio, al suo viaggio di lavoro e rugby in Nuova Zelanda, fino alla sua carriera in Serie A e, poi, da chef. Dietro i fornelli e in tv. Ecco il suo racconto.

Il mio ricordo dell'RBS 6 Nazioni inizia con il primo match di sempre dell'Italia nel Torneo, quando batterono la Scozia e io ero allo Stadio Flaminio. Ero un ragazzo ed è stata una bellissima giornata vederli vincere a Roma. Quando sei giovane il divertimento c'è sempre, e anche se non vinceva sempre, l'Italia si è sempre guadagnata il rispetto sul campo. Era una bella atmosfera, forse un po' più intima rispetto a oggi, perché ai tempo c'era meno seguito attorno al rugby e chi andava allo stadio era veramente tifoso. Era pieno di spettatori che erano ex giocatori o parenti di giocatori ed era una bellissima giornata.

Ho iniziato a seguire il Torneo da giovanissimo ed è sempre stato qualcosa che amavo. Purtroppo a causa degli infortuni ho perso la possibilità di giocare con l'Under 21 nel Torneo, ma è un evento che mi affascina sempre. Ci sono stati momenti fantastici, unici, come vedere il Galles vincere a sorpresa il Grande Slam nel 2005, o l'Irlanda e la Francia giocarsi il titolo con la differenza punti nel 2007. Da un punto di vista italiano vorresti sempre vedere più vittorie, ma ci sono ricordi stupendi, soprattutto a Edimburgo e Mauro Bergamasco correre da meta a meta nel 2001.

Ora lui lavora a DMAX con me e anche se magari non parliamo di quella meta in particolare, è sempre un piacere parlare di rugby con uno del suo calibro. Io prima di giocare a rugby ho praticato altri sport come lo judo, nuoto e pallacanestro, ma quando avevo 10 anni ho iniziato con il rugby e sono andato avanti fino ai 29 anni. Ho iniziato a mediano d'apertura, ma dopo poco sono stato sposato a numero 8, fino alla under 19. Quando gli altri sono cresciuti di più, mi sono spostato a blindside flanker. Ho giocato in tante squadre, iniziando a Frascati prima di spostarmi a Parma per un paio di anni. Nel 2005 sono andato a Wellington per giocare per Poneke per un anno che è stato una fantastica esperienza. Tornato in Italia ho giocato per un anno a Rovigo prima di chiudere la carriera alla Lazio nel 2011.

Andare in Nuova Zelanda è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Mi sono divertito veramente molto. Avvenne quando non mi stavo divertendo molto a giocare in Serie A, così ho deciso di vivere qualcosa di diverso e di andare in Nuova Zelanda a giocare contro i migliori al mondo. Avevo iniziato a lavorare in cucina un anno prima, quando avevo 21 anni, anche se all'inizio facevo solo il lavapiatti. A Wellington ho iniziato a specializzarmi negli antipasti e da lì ho continuato fino a diventare chef. Non ho girato molto, perché lavoravo tutti i giorni e c'erano anche gli allenamenti, ma è stata una bella esperienza.

Dopo essere tornato indietro ho continuato a giocare, ma ho fatto anche viaggi culinari in Canada, Corea del Sud, Finlandia e questo mi ha aiutato nella nuova fase della mia carriera come chef. Qualche anno dopo sono stato nuovamente coinvolto nell'RBS 6 Nazioni. Con il mio background rugbistico Discovery voleva che lavorassi con il loro Rugby Social Club (che va in onda su DMAX) quando hanno iniziato a trasmettere l'RBS 6 Nazioni nel 2014. Ci sono così tanti ex giocatori con cui ho buoni rapporti e loro pensavano fosse interessante avermi in un programma con la squadra nazionale.

Una giornata di lavoro inizia con me andare in campo con un giornalista e noi troviamo storie da raccontare che siano parallele con quello che andrà in scena durante la partita. Intervistiamo ex rugbisti, che sono il cuore dell'azione, o personaggi di altri sport che sono lì a vedere la partita. Studiamo l'atmosfera in campo, come per esempio quello di Twickenham, e la raccontiamo ai tifosi che sono rimasti a casa. Questo è il nostro obiettivo quando copriamo una partita dell'RBS 6 Nazioni. I nostri ospiti sono sempre a sorpresa, anche per noi. Non è mai facile sapere con chi chiacchiererai, ma abbiamo sempre qualcuno con cui parlare in modo molto amichevole prima del match o nell'intervallo. Amo questo lavoro e mi piace tantissimo raccontare il Torneo per le persone che lo guardano in televisione.

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