Rugby e Regole: Bill Beaumont "World Rugby studierà il caso Italia"

Il presidente della World Rugby incontrerà Alain Rolland per discutere della tattica usata dagli azzurri a Twickenham. Cambieranno le regole?

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Sta facendo discutere tutta Ovalia la tattica usata dall'Italia nella sfida di Twickenham. Una 'astuzia' che, in verità, non è certo un'invenzione italiana (nè sudafricana, visto che ci ha pensato Brendan Venter), essendo già stata usata anni fa dai neozelandesi Chiefs e ultimamente dai Wasps e altri, non ultimo Newport. Ma sarà l'utilizzo ossessivo da parte degli azzurri, o il palcoscenico dell'RBS 6 Nazioni, o il fatto che a subirlo facendo una figuraccia siano stati i maestri inglesi, fatto sta che la "no ruck" italiana ha creato un terremoto nel rugby mondiale.

Al punto che sull'argomento è intervenuto anche Bill Beaumont, presidente della World Rugby. L'inglese (ops) ha affermato che la tattica italiana verrà analizzata dal governo mondiale e anche se il presidente ha ribadito che tutto è stato fatto all'interno del regolamento, ciò non significa che in futuro rivedremo giocatori in fuorigioco a ostacolare impunemente il numero 9 avversario. La discussione avverrà già oggi e Beaumont incontrerà il capo degli arbitri Alain Rolland a Dublino.

Cosa accadrà? Difficile dirlo, anche se Beaumont sembra intenzionato a mantenere lo status quo. Di sicuro l'Italia ha giocato all'interno delle regole e Romain Poite ha gestito al meglio la situazione, ma gli inglesi ed Eddie Jones non hanno apprezzato e hanno alzato la voce. E in ballo non c'è solo il futuro del rugby e la questione se quello degli azzurri sia rugby o no (come ha accusato Jones nel postpartita), ma anche l'onore inglese. Dare ragione all'Italia e non cambiare nulla significherebbe ribadire che sono stati gli inglesi a dimostrare di non conoscere le regole e a non sapersi adattare al "The Fox"; cambiare la regole sarebbe un regalo a Jones e ai britannici, dicendo di fatto che era tutto regolare, ma che gli italiani avrebbero fatto meglio a non giocare così.

Dalla parte di O'Shea e dell'Italia si è, però, schierato un altro grande fischietto, il gallese Nigel Owens. Il quale ha ironizzato pesantemente sulla gestione inglese del match. "Queste polemiche mi sorprendono. I giocatori di solito vanno preparati e conoscono i regolamenti [...] Noi arbitri abbiamo da tempo affrontato la questione ruck e sappiamo bene come gestirla. Perché non è una novità, questa tattica si era già vista in passato [...] Haskell che chiede lumi a Poite? Ecco, questo francamente mi ha sorpreso: un giocatore deve conoscere le regole della ruck" le parole di Owens.

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