Italrugby: Sir Woodward "Italia, ritrova gli attributi"

Sulle pagine del Daily Mail la leggenda inglese parla di playoff e retrocessioni nel 6 Nazioni, del ruolo di Conor O'Shea e della fame azzurra.

during the RBS Six Nations match between Scotland and England at Murrayfield Stadium on February 8, 2014 in Edinburgh, Scotland.

Quando parla uno come Sir Clive Woodward si sta zitti e si ascolta. Magari non si concorda su tutto, ma si sa che chi parla è qualcuno che qualcosa di palla ovale ne capisce. Sulle pagine del Daily Mail l'ex trequarti dell'Inghilterra e ct nella vittoria mondiale del 2003 dedica un lungo articolo all'Italia e ai suoi problemi.

"Ho due gravi problemi con il rugby italiano e sono entrambi fondamentali - esordisce Woodward, che continua -. Il primo è la struttura del Sei Nazioni e l'assenza di retrocessioni". Sì, il tema ormai è centrale e se ne parla sul serio nelle stanze che contano. Ma per Clive Woodward questa potrebbe essere un'occasione per l'Italia più che un pericolo. "Senza retrocessioni o spareggi l'Italia è diventata molle e compiacente, la fame e l'ambizione che l'hanno guidata per anni è sparita".

Sì, Sir Clive non fa molti giri di parole e va dritto al punto. All'Italia - intesa come azzurri, ma anche come Federazione e intero movimento - mancano gli attributi. Woodward ricorda la sfida di Huddersfield, nel 1998, vinta dall'Inghilterra 23-15. In maniera a dir poco scandalosa. E lo stesso ex ct ammette che "l'Italia avrebbe meritato di vincere. Era mentalmente e fisicamente incredibile". Ed è proprio quel "fighting spirit", cioè lo "spirito battagliero" che manca oggi all'Italia, adagiata sulla certezza di far parte del salotto buono del rugby mondiale. E con la retrocessione o lo spareggio queste certezze verrebbero meno e all'Italia servirebbero di nuovo gli attributi.

Poi Sir Woodward passa a Conor O'Shea. Secondo il tecnico inglese il ct azzurro deve fare il ct, non è suo compito riformare la struttura del rugby italiano e rivoluzionare il movimento. "E' impossibile fare tutto, diluisce l'impatto che tu hai. La Federazione Italiana dev'essere ristrutturata, ma è un lavoro a tempo pieno per qualcun'altro" dice Sir Clive. Una bocciatura, senza se e senza ma, per l'attuale governo federale e per chi, fino a oggi, ha lavorato a tempo pieno sulla struttura del rugby italiano. Serve proprio che io, o Sir Clive Woodward, facciamo il nome del professore?

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