Caos Zebre: sponsor non pervenuti, il futuro è sempre più nero

L'appello del presidente Pagliarini agli imprenditori locali è caduto nel vuoto, ora non c'è più margine.

xxxx of Worcester Warriors is tackled by xxxx of Zebre Rugby during the  European Rugby Challenge Cup match between Worcester Warriors and Zebre Rugby at Sixways Stadium on January 16, 2016 in Worcester, England.

Addio alle Zebre come le abbiamo conosciute negli ultimi due anni? Il rischio è sempre più alto e ormai a Parma in pochi scommettono su un prosieguo dell'avventura privata vista sino a ora. L'esperienza degli ultimi due anni è stata fallimentare, i problemi nati prima ancora di nascere e cresciuti a dismisura fino agli ultimi mesi.

Ieri, infatti, era la deadline dell'appello fatto un mese fa, il 10 gennaio, dal presidente Stefano Pagliarini agli imprenditori locali. “Abbiamo come obiettivo futuro quello di vincere il Guinness PRO12 e ce la possiamo fare, nonostante le difficoltà del momento. Per questo motivo puntiamo molto sul sostegno delle realtà economiche locali entro la fine del mese di febbraio, altrimenti potrebbero sorgere problemi.” aveva dichiarato il numero 1 bianconero.

Insomma, vogliamo vincere il Pro 12, ma non abbiamo i soldi per farlo. E a 38 giorni di distanza da Parma le voci parlano di problemi che sorgono. Perché di nuovi sponsor non ne sono entrati, le aziende locali non hanno creduto a un progetto che ha fin dall'inizio mostrato tutti i suoi limiti. Ricordiamo, infatti, che per privatizzare le Zebre Alfredo Gavazzi ha dovuto temporeggiare, perché la cordata faticava a raccogliere i 300mila euro di capitale sociale.

Poi, già dopo un paio di mesi dall'inizio della stagione, a novembre 2015, si parlava di difficoltà economiche, seppure seccamente smentite dalla società. A febbraio 2016 il buco si allargava e l'allora presidente Romanini dava le dimissioni in contrasto con la gestione societaria. Nominato Pagliarini presidente, le cose non sono migliorate, anzi.

Le Zebre, che già ricevono un contributo di 4 milioni annui dalla Fir, hanno dovuto chiedere un ulteriore milione d'anticipo per chiudere la stagione, con un bilancio che – approvato in extremis a fine dicembre – segnava 100mila euro di debito. Non una voragine, ma in molti hanno dimenticato che in quel bilancio dovrebbe rientrare anche il milione extra ricevuto dalla Fir, quindi la situazione è ben più grave di ciò che il bilancio racconta.

In campo le cose non vanno meglio, le Zebre non vincono, Gianluca Guidi è andato allo scontro con la squadra e la società e ha dato le dimissioni, capitan Biagi è stato detronizzato per le dichiarazioni rilasciate alla stampa e la campagna acquisti ha lasciato più di qualche dubbio. E, ora, l'ultimatum ai potenziali sponsor è scaduto e, secondo le voci da Parma, nessuno ha risposto.

Il prossimo 25 febbraio dovrebbe tenersi un Consiglio d'Amministrazione che rischia di essere il canto del cigno delle Zebre. C'è chi parla di dimissioni di tutto il consiglio, c'è chi accenna a possibili libri contabili da portare in tribunale, c'è chi dà per certo che la Fir si accollerà la situazione fino a fine stagione e poi si riprenderà il titolo sportivo. Per farci cosa, però, non si sa.

Quel che è certo è che l'esperienza Zebre vissuta negli ultimi due anni appare al capolinea. E la domanda è: perché – visto che i guai erano noti da tempo e il passato dovrebbe insegnare (nell'affaire Aironi ci sono molti personaggi ora presenti nelle Zebre) – si è tirata la situazione fino a questo punto, perché non si è intervenuti prima?

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