Sei Nazioni 2017: Italdonne, un ko che arriva da lontano

Per capire perché il Galles ha vinto ieri a Jesi bisogna guardare cosa è successo in Europa negli ultimi 4 mesi.

4. 02. 2017 - Italy Women v Wales Women - RBS Six Nations Women  2017 - © Huw Evans Agency (Roberto Bregani)

Scozia, le Forze Armate britanniche, la Spagna e l'Irlanda. Cosa hanno a che fare queste quattro squadre con la sconfitta subita dall'Italdonne ieri a Jesi? Moltissimo, perché sono le avversarie che tra fine ottobre e gennaio il Galles di Rowland Phillips ha incontrato prima di presentarsi a questo RBS Sei Nazioni. Quattro test match, quattro vittorie, quattro appuntamenti per crescere, conoscersi, migliorare e fare gruppo.

E l'Italdonne? Si è radunata a Parma da domenica 29 gennaio a mercoledì 1 febbraio. Sì, l'Italia femminile ha fatto passi da gigante, un anno fa aveva espugnato Port Talbot battendo queste gallesi in trasferta, si è qualificata per la Women's Rugby World Cup di agosto. Ma senza programmazione, senza confrontarsi durante l'anno con le più forti, senza costruire un gruppo continuativamente è difficile restare al passo della altre. "Ci è mancato soprattutto nel secondo tempo il ritmo partita" ha detto Di Giandomenico. Appunto.

Una situazione che, tolta la Nazionale maggiore maschile, accomuna tutte le nazionali azzurre. Dalla femminile, appunto, all'Under 20, senza parlare dell'Italseven o della Italia Emergenti, tutte che si trovano non solo ad affrontare nazionali storicamente più forti di noi, ma lo deve fare senza neppure avere a disposizione i mezzi per farlo. Un po' come Zebre e Treviso. Un po' come il rugby italiano. Dove la programmazione continua a essere una sconosciuta.

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