6 Nazioni: Retrocessioni? Non un tema sul tavolo

Il chief executive del Six Nations, John Feehan, rimanda al mittente le polemiche riguardo la partecipazione dell'Italia.

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Un sistema di retrocessione/promozione nel Sei Nazioni? "Nel breve e medio termine non è un tema credibile". Le critiche alla presenza italiana nel Torneo? "Ingiuste". Parole di John Feehan, numero 1 dell'RBS Sei Nazioni, che alla vigilia dell'edizione 2017 mette già le mani avanti su una polemica che, se l'Italia chiudesse ultima, come sempre tornerà di moda.

Da parte di chi, come la Georgia, sogna di entrare nel Sei Nazioni al posto degli azzurri. Da parte di chi, come l'Irlanda, da sempre guarda con sufficienza alla presenza azzurra nel Torneo. Da parte di chi, però, anche qui in Italia non perde occasione di ricordare come "rugby no buono per italiani", citando il buon vecchio Nick Mallett.

Parole ben diverse da quelle di John Feehan, che sottolinea come "siamo convinti che l’ingresso degli azzurri nel torneo sia stata una buona aggiunta. Sono migliorati sensibilmente, ma anche le altre squadre hanno fatto grandi passi avanti. In autunno hanno vinto contro il Sudafrica, a testimonianza che - quando sono in giornata - possono battere chiunque".

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