6 Nazioni 2017: favorite e outsider del Torneo continentale

A 10 giorni dal fischio d'inizio sulla nuova edizione dell'RBS Sei Nazioni facciamo il punto della situazione.

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Il 4 febbraio prossimo prenderà il via il nuovo RBS 6 Nazioni, prima edizione che prevede i punti di bonus in classifica e prima edizione con Conor O'Shea sulla panchina azzurra. Ma che torneo dobbiamo aspettarci? Chi punta al titolo e chi, invece, può sorprendere in positivo o in negativo? Ecco il borsino delle sei nazioni a 10 giorni dal fischio d'inizio, con due favorite d'obbligo e un gruppone che va ancora capito.

Inghilterra
Sono i campioni in carica, un anno fa hanno conquistato il Grande Slam e da quando Eddie Jones è sulla panchina dell'Inghilterra Dylan Hartley e compagni non hanno mai perso. Definirli, dunque, i favoriti d'obbligo per il bis è fin troppo facile. Possibili limiti? Gli infortuni che hanno condizionato le convocazioni e la cabala, perché – come diceva il Corvo – non puoi vincere per sempre.

Irlanda
Hanno battuto gli All Blacks a novembre e questo sicuramente posiziona l'Irlanda nella parte del tabellone dove ci sono le favorite. Munster e Leinster stanno facendo faville in Europa, il Connacht ha sfiorato i quarti e con l'Ulster ci sono ben tre squadre ai primi sei posti del Pro 12. Insomma, l'Irlanda è tornata a stare bene ed è sicuramente l'outsider più pericolosa per l'Inghilterra.

Francia
Prima incognita del torneo. E' in crescita, non vi sono dubbi, Guy Novés sembra aver finalmente trovato la quadra in mediana, ma i tanti infortuni degli ultimi giorni potrebbero scombussolare degli equilibri che dopo anni di crisi sono ancora labili. La Francia ha le potenzialità per vincere il torneo, ma anche la follia di deludere pesantemente. Dovrebbe, però, chiudere comunque nella parte alta della classifica.

Scozia
Arriverà il tanto atteso salto di qualità? A livello di club i Glasgow Warriors sono ormai una certezza ed Edimburgo, nonostante i problemi in Pro 12, ha raggiunto i quarti nella Challenge Cup. La Scozia ha dimostrato sotto Vern Cotter di poter giocarsela alla pari con tutte le avversarie, ma paga ancora un limite storico: fatica a segnare mete e fatica a essere cinica nei momenti clou. Può essere la 'sorpresa' del torneo, ma il condizionale è d'obbligo.

Galles
Altra squadra “poker-face”. Le carte che ha in mano sono teoricamente vincenti – con una rosa giocatori di altissimo livello – ma non si capisce ancora se punta alla scala reale o se è un bluff. Senza Warren Gatland, con tantissimi infortunati, il Galles è la squadra che più sa sorprendere. Peccato che ultimamente lo abbia fatto più in negativo che in positivo. Ma, a pelle, non la vedo tra le favorite, anzi.

Italia
Chiudiamo con gli azzurri, ma qui vi avviso già: al giudizio va fatta la tara per la scaramanzia. Realisticamente l'Italia è un gradino sotto alle avversarie ancora e, parafrasando Conor O'Shea, quello che ci aspettiamo sono cinque prestazioni di livello, senza pensare troppo ai risultati. Perderle tutte? Possibile, non sarebbe uno scandalo con queste avversarie, ma affrontare in casa Galles (all'esordio) e Francia e chiudere con la Scozia (fosse demotivata da un torneo opaco) può essere un vantaggio da sfruttare. E dopo aver battuto il Sud Africa gli azzurri hanno più consapevolezza nei loro mezzi e un gruppo affiatato come poche volte nel recente passato.

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