6 Nazioni 2017: i capitani lanciano il guanto di sfida

A Londra questa mattina è stata presentata l'edizione 2017 dell'RBS Sei Nazioni. Ecco le parole dei capitani.

during the 2017 RBS Six Nations launch at The Hurlingham Club on January 25, 2017 in London, England.

La profondità dell'Inghilterra può essere a rischio, ma il capitano Dylan Hartley è fiducioso che i ragazzi siano in una buona posizione per difendere la corona dell'RBS 6 Nazioni corona. Hartley è intervenuto al lancio dell'RBS 6 Nazioni al Hurlingham Club di Londra, in vista dell'inizio del campionato il prossimo 4 febbraio.

L'Inghilterra inizierà la sua campagna contro la Francia a Twickenham, con un buon numero di giocatori assenti per infortunio, ma dopo aver finito di 2016 imbattuto Hartley è fiducioso che la squadra sarà pronta. Egli ha detto: "L'anno scorso si è parlato tanto dell'importanza di Maro Itoje, George Kruis, Jack Nowell e Anthony Watson. A novembre non c'erano, ma è stata un'occasione per gli altri, con Jonny May entrato in squadra, e Joe Launchbury e Courtney Lawes cresciuti molto".

“Gli infortuni ci sono tutte le settimane, ma siamo messi bene, abbiamo una buona profondità e ci presentiamo con una buona squadra. I ragazzi si stanno preparando bene, con un paio di giorni in Portogallo con il bel tempo. La sfida è quella di sfruttare questa settimana per avere la giusta preparazione in vista di una prima partita difficile”.

L'Inghilterra inizierà contro la Francia, la squadra che hanno battuto nell'atto finale dell'anno scorso a Parigi, conquistando così il Grande Slam, e per il capitano francese Guilhem Guirado, i Bleus hanno un lavoro non ancora finito. “Eravamo frustrati dal risultato del Sei Nazioni l'anno scorso. Abbiamo avuto un buon inizio con le vittorie contro Italia e Irlanda, poi non siamo riusciti a chiudere alla grande con l'Inghilterra dopo le due sconfitte con le altre due squadre. Abbiamo ricostruito la squadra partendo da lì e speriamo che le prestazioni viste con Australia e Nuova Zelanda si confermino. Ci hanno aiutati a preparare il torneo, soprattutto l'esordio contro un'Inghilterra che arriva imbattuta dall'anno scorso”.

Il Torneo 2017 avrà un nuovo capitano ed è Alun-Wyn Jones che guiderà il Galles. Ma se il ruolo è nuovo per Jones, lui insiste che sarà un'evoluzione, non una rivoluzione. “Ho avuto qualche esperienza sporadica come capitano, ma venir nominato è qualcosa di molto speciale per me. Ma non è un passaggio del testimone, è solo un'evoluzione della squadra. Squadra che conosce i miei pro e i miei contro, sperando che questi siano di meno. Dovessi cambiare, allora starei facendo il lavoro sbagliato, quindi il discorso è di continuare sulla stessa strada”.

Il Galles sarà senza l'head coach Warren Gatland, che guiderà i British & Irish Lions nel 2017, ma avendo vinto il Torneo quattro anni fa sempre sotto la guida di Rob Howley, Jones è convinto che la squadra possa dare il massimo anche ora. “Siamo messi bene, è stato un autunno positivo, puoi sempre fare di meglio, ma con alcuni giovani direi che c'è l'energia e l'entusiasmo giusto nel gruppo. L'assenza di Gatland è qualcosa che abbiamo già vissuto, quindi toccherà a Rob e a noi dare il massimo”.

Il Galles esordirà a Roma contro un'Italia che ha più confidenza nei propri mezzi dopo la prima vittoria di sempre contro il Sud Africa a novembre. E capitan Sergio Parisse non vede l'ora d'iniziare il primo Torneo con Conor O'Shea alla guida. “Sono sempre eccitato quando gioco nel 6 Nazioni. Per me e l'Italia è un grande onore far parte di questo torneo, siamo mentalmente e fisicamente freschi e speranzosi. Non vediamo veramente l'ora di iniziare il torneo. Abbiamo iniziato un nuovo capitolo della nostra storia con Conor O'Shea e la vittoria con il Sud Africa è stato qualcosa di speciale per la squadra e i tifosi. Come nazionale dobbiamo cambiare poche cose per essere veramente competitivi, dobbiamo avere le migliori prestazioni in ogni partita, vogliamo giocare 80 minuti in ogni partita per essere veramente competitivi. Per noi ogni partita è una grandissima sfida”.

Se per l'Italia sarà il primo torneo sotto O'Shea, per la Scozia questo sarà l'ultimo RBS 6 Nazioni con Vern Cotter in carica. Gli esordi nel Torneo negli ultimi anni sono stati un problema, ma il capitano Greig Laidlaw è ottimista che un buonissimo novembre, assieme alle ottime prestazioni a livello di club, li metta in una buona condizione per l'esordio con l'Irlanda.

“Non siamo storicamente abituati a iniziare bene il torneo, ma è qualcosa che dobbiamo cambiare se vogliamo disputare un buon 6 Nazioni. A novembre abbiamo giocato veramente bene con l'Australia, anche se il successo è mancato di poco. Con l'Argentina forse non abbiamo giocato benissimo, ma abbiamo vinto, quindi è qui che dobbiamo portare la squadra, coscienti che possiamo vincere anche se non al 100%. Abbiamo cresciuto giocatori e profondità, Vern l'ha fatto negli ultimi tre anni e ora iniziamo a vederne i frutti. Siamo eccitati, la qualificazione ai quarti europei di Glasgow è stata brillante. Ora abbiamo giocatori abituati all'alto livello e Vern ha dato molta confidenza ai ragazzi, lo rispettiamo molto, ma ora dobbiamo lavorare duro e vedere che succede”.

Infine, l'Irlanda si presenta al Torneo con tanta confidenza dopo la prima vittoria di sempre sulla Nuova Zelanda a novembre e dopo aver battuto gli All Blacks, l'Australia e il Sud Africa la scorsa stagione. Capitan Rory Best ammette che l'entusiasmo era alto a fine novembre, ma che non sottovaluteranno la prima trasferta a Edimburgo contro la Scozia. “La cosa importante per noi è che si continui a crescere e costruire su ciò che abbiamo fatto a novembre, dove ci sono stati un paio di buoni risultati e buone prestazioni. Ma sappiamo che questo è il passato e sappiamo cosa hanno fatto i ragazzi scozzesi a novembre e in Europa, quindi per noi sarà una dura sfida quella al BT Murrayfield”.

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