Affari italiani: Vaccari "Zebre a Calvisano? No"

In una lunga intervista rilasciata a Paolo Wilhelm il presidente del Calvisano mette in chiaro il suo pensiero.

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Le Zebre in crisi, una società a rischio fallimento, l'ipotesi di spostare la seconda franchigia di Pro 12 lontano da Parma. E in queste settimane il fantasma che aleggia sopra i bianconeri e sopra la città emiliana è quello di Calvisano. In molti scommettono che sarà la cittadina bresciana il palcoscenico futuro del rugby celtico, si fa molta dietrologia sugli interessi di Alfredo Gavazzi nella gestione della crisi Zebre (gestione pressoché assente, con il presidente federale che stranamente tace di fronte ai guai bianconeri, ndr.) e il gossip imperversa.

Sinceramente a questa ipotesi non credo molto, perché da un lato politico sarebbe un gesto molto eclatante da parte di Gavazzi (ok, le elezioni sono passate, ma...), dall'altro se ci fosse stato un disegno per portare le Zebre a Calvisano le occasioni per mettere alla porta le Zebre ce ne erano già state diverse nell'ultimo anno (vedi gestione Aironi) e, infine, diciamocelo: se il rugby celtico fatica a esplodere come attenzione a Parma (e prima a Viadana), difficilmente Calvisano sarebbe la piazza ideale per rilanciare il Pro 12 in Italia.

E oggi sulle pagine del rinato (complimenti a Paolo per la nuova/vecchia avventura) Il Grillotalpa c'è una lunga intervista audio ad Alessandro Vaccari, presidente del Calvisano. Dove si parla di Calvisano, di Eccellenza (qui potete ascoltarla), ma anche del futuro delle Zebre. E Vaccari è netto, senza giri di parole. "Io delle Zebre non ho mai, mai, parlato con la Federazione. Per questioni oggettive, perché non me la sento di essere ipocrita, secondo me la soluzione ottimale per una franchigia non è Calvisano. E' Parma, lì dov'è, o è una grande città" dice Vaccari. A ragione.

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