Crisi Zebre: Pagliarini ammette, soldi a breve o addio

La conferenza stampa con gli imprenditori di Parma toglie il velo sui problemi delle Zebre. Ma non c'è un progetto.

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Un pressante appello alle forze economiche a sostenere le Zebre è venuto dalle istituzioni locali nel corso della conferenza stampa che si è svolta stamattina in Piazza della Pace. Vi hanno preso parte il Presidente della Provincia Filippo Fritelli, l’Assessore allo Sport del Comune di Parma Giovanni Marani, il consigliere regionale Alessandro Cardinali, il Presidente di Zebre Stefano Pagliarini, il consigliere della Federazione Italiana Rugby Stefano Cantoni e rappresentanti delle categorie economiche del Parmense.

“Le Zebre rappresentano una realtà sportiva che sta dando grande visibilità al nostro territorio e al Rugby, veri ambasciatori del Parmense, e la loro presenza crea un indotto turistico significativo; per questo a nome dell'intera comunità provinciale abbiamo voluto condividere con le altre istituzioni questa richiesta di sostegno” ha spiegato il Presidente della Provincia Filippo Fritelli, che però forse non ha ben chiaro il numero di spettatori che raccolgono ultimamente le Zebre.

Il Presidente delle Zebre Stefano Pagliarini ha illustrato con la situazione: “Abbiamo come obiettivo futuro quello di vincere il Guinness PRO12 e ce la possiamo fare, nonostante le difficoltà del momento. Per questo motivo puntiamo molto sul sostegno delle realtà economiche locali entro la fine del mese di febbraio, altrimenti potrebbero sorgere problemi. Senza un’adeguata sostenibilià economica la Federazione Italiana Rugby potrebbe valutare di riassegnare il titolo sportivo, non permettendoci continuare a partecipare a questi importanti tornei europei”. Insomma, si vuole vincere il Pro 12, ma non ci sono i soldi.

Secondo l’Assessore allo Sport del Comune di Parma Giovanni Marani “Le Zebre meritano una possibilità, visto che puntano sull’italianità e sui giovani. Grazie al centro sportivo della Cittadella del Rugby di Parma ed allo Stadio Lanfranchi la squadra ha una posizione privilegiata rispetto ad altre realtà nazionali. Da parte delle Zebre c’è la disponibilità a radicarsi sul territorio, come testimonia il logo “Parma, Città della Gastronomia UNESCO” sulla loro maglia, occorre però mettere in campo un’attività più strutturata di promozione territoriale. Questo è il momento di intervenire”.

Il consigliere regionale Alessandro Cardinali, riconoscendo che “le Zebre sono la squadra di punta non solo di Parma ma dell’intera Regione, anche come importanto strumento di crescita dei praticanti dello sport nel nostro territorio”, ha auspicato inoltre la costruzione di un progetto di promozione territoriale comune ed ha garantito l’impegno del Presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini a diffondere l’appello tra le realtà economiche emiliano – romagnole.

Stefano Cantoni, consigliere della Federazione Italiana Rugby, oltre a ribadire la condivisione del progetto sportivo delle Zebre ha auspicato che qualche realtà economica del territorio risponda all’appello e che si crei un clima di serenità per la squadra, che ha grandi possibilità.

Insomma, tante parole, ma che non nascondono i problemi reali. Cioè la mancanza, fin dall'inizio, di un progetto a lungo termine, di una dirigenza in grado di guidare questo progetto e di personalità che avessero la capacità di raccogliere quella realtà economica cui oggi le Zebre si rivolgono. Cui si aggiungono l'indifferenza (complice) della Fir in questi mesi di crisi e il disinteresse del Coni di fronte allo sfascio di una realtà sportiva di carattere internazionale. L'appello di oggi, però, appare come un ultimo disperato gesto per salvare il salvabile, quando invece - per non vedere le Zebre morire e scappare da Parma - servirebbe azzerare tutto e trovare chi abbia le capacità professionali per rilanciare il progetto.

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