Affari italiani: Zebre, si metta fine alla farsa

Stipendi pagati dalla Fir, bilanci in ritardo, anticipi dei 4 milioni annui, presidenti evanescenti, cene e nazionale. Perché la Fir non dice basta?

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Ieri George Biagi ha aperto il vaso di Pandora. La crisi delle Zebre, ormai lunga più di un anno, non si può più nascondere dietro alle frasi di circostanza, ai silenzi, ai bilanci rimandati e agli anticipi federali per provare a far quadrare i conti. I soldi in casa Zebre sono finiti da tempo e, oggi, per arrivare a fine stagione la Fir - che non naviga nell'oro ultimamente - ha dovuto prendere in mano gli stipendi di giocatori e staff.

Le trasferte a Dublino e Galway sono state organizzate facendo tornare la squadra in Italia invece di organizzare un più comodo soggiorno di 10 giorni in Irlanda. Il motivo? Non ci sono soldi, ovviamente. A ciò si aggiunga, come ha detto Biagi, ma come da mesi ripetiamo e ci viene ripetuto da Parma, che la dirigenza delle Zebre è inesistente, improvvisata, incompetente. Parlavamo lo scorso marzo, quando venne nominato, che Pagliarini era un presidente tappabuchi. Lui se la prese a male, ma ahimè ci sbagliavamo, perché di buchi non ne ha proprio tappati, anzi, ha saputo scollare ancora di più la squadra dalla società, con la sua presenza alle partite che sembra quella di un imbucato alla festa.

Il Lanfranchi è settimana dopo settimana sempre più vuoto, i risultati mancano, l'entusiasmo è ormai un lontano ricordo e la programmazione in queste condizioni è impossibile. Lasciando i ragazzi in balia degli eventi, senza sapere cosa sarà del loro futuro (a Treviso si parla della fila di 'zebrati' che già bussano alla porta, ndr.). Negli ultimi 12 mesi Zebre e Fir si sono rifiutate di valutare investitori alternativi all'attuale minestrone di soci che sono le Zebre, facendo incancrenire la situazione. E ora?

Ora è il momento di mettere fine alla farsa. E' il momento perché la situazione è senza ritorno, è il momento perché tra meno di un mese inizierà il 6 Nazioni e gli azzurri delle Zebre dovrebbero poter giungere all'appuntamento con meno pensieri e potersi concentrare di più al Torneo. E' il momento perché passate le elezioni federali ora Gavazzi può - e deve - muoversi senza paura di ripercussioni elettorali. Si metta fine alla farsa e si dica che le Zebre sono federali. Perché quello sono, al di là del minestrone di soci.

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