Roma: il Flaminio e quella ristrutturazione sempre 'sulla carta'

Il Comune di Roma torna a parlare della possibilità di riqualificare l'ex stadio dell'Italrugby. Sarà la volta buona?

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Riqualificare il Flaminio, farlo tornare a essere uno stadio e non una cattedrale allo sfascio. Una proposta che, ormai, da anni si sente fare a Roma e che era una delle 'priorità' nel dossier di Roma 2024, ma con lo stop alla candidatura olimpica voluta dalla giunta Raggi anche il Flaminio è tornato ad ammuffire. Ma ora lo stesso Comune torna a parlare di ristrutturare l'ex casa del rugby.

"Il Flaminio, oltre ad essere un impianto sportivo è un'importante opera architettonica e un bene di interesse artistico e storico sotto tutela. Gli eredi di Pier Luigi Nervi detengono la proprietà intellettuale e i diritti morali sull'opera. Abbiamo quindi iniziato il percorso di riqualificazione dello stadio e dell' area circostante partendo da un confronto con l'ingegner Marco Nervi con cui abbiamo subito deciso di partecipare al bando "Keeping it Modern" della Getty Foundation che mira a finanziare i progetti volti al mantenimento del patrimonio architettonico moderno" ha detto Daniele Frongia, assessore dello sport e da poco ex vicesindaco, fatto fuori dopo gli scandali che hanno coinvolto la giunta Raggi.

Parole cui, però, devono seguire i fatti. E, soprattutto, i soldi. Perché per ristrutturare il Flaminio si parla di almeno 25 milioni di euro, più 3 milioni l'anno per la gestione. Soldi che erano previsti tra i fondi per la candidatura olimpica, ma che ora vanno cercati altrove. E se per la gestione ordinaria si legge sul Tempo che potrebbe esserci un accordo con Nike, per i 25 milioni le cose sono più difficili, anche visto lo stato delle casse comunali. La ristrutturazione del Flaminio ci sarà, o ancora una volta resterà sulla carta?

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