Italrugby: O'Shea non vuole fare l'impiegato statale

Intervistato dal Corriere della Sera il ct azzurro promette di non essere come certi suoi predecessori.

<> at Stadio Olimpico on November 12, 2016 in Rome, Italy.

Niente proclami, niente vittorie promesse per il prossimo 6 Nazioni, ma la convinzione e la voglia di far faticare ogni avversaria, anche la più forte. Conor O'Shea promette grinta e crescita all'Italia ovale, ma sottolinea che il suo compito non è solo vincere con la nazionale. E tira una bella linea netta rispetto alle gestioni passate.

"Ogni quattro anni si ricomincia da capo con un nuovo allenatore della Nazionale. Sarebbe più semplice, per me, pensare solo alla mia squadra, preoccuparmi di vincere qualche partita e non incidere in profondità. Ma io sono venuto per cambiare il sistema, per liberare le potenzialità del rugby italiano" dice O'Shea, che insomma non vuole fare il semplice impiegato federale che fa il minimo sindacale per guadagnarsi il ricco stipendio. Un vizio, evidentemente, più latino che irlandese.

Poi il ct azzurro guarda a questi primi mesi in Italia, ma pensa anche al futuro. "Abbiamo fatto cose buone, ma dobbiamo fare di più e meglio. Le franchigie devono cominciare a vincere, dobbiamo lavorare di più e sapere per cosa stiamo lavorando - dice Conor, che poi dice che Italia si aspetta al 6 Nazioni -. Una Nazionale che combatte per 8o minuti, che sa fare alla perfezione due, tre cose".

Promesse di vittorie? No, nessuna. "Alla squadra chiederò la prestazione. Poi, è chiaro, se si vince è molto meglio" continua O'Shea. Che poi affronta il tema di grande attualità di un rugby sempre più fisico, 'violento', dove i muscoli contano più del cervello. "Lo spazio per i giocatori tecnici ci sarà sempre. Penso a Barrett, Ford, ma anche ai nostri Canna e Violi. E giusto proteggerli. Più cartellini gialli e rossi? Va bene, se è necessario. Ma l'arbitraggio deve essere uniforme, deve esserci un unico metro" le parole dell'irlandese.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail