Affari italiani: le Zebre e quel bilancio avvolto nella nebbia

A 11 giorni da Capodanno la franchigia bianconera non ha ancora approvato il bilancio. E i dubbi sul futuro aumentano.

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Tutto sembrava risolto lo scorso 7 dicembre, quando la stampa locale di Parma dava per approvato il bilancio 2016 delle Zebre. All'ultimo, ma entro i termini di legge, e con un buco che non superava il terzo del capitale sociale. Insomma, una situazione non rosea, ma migliore delle aspettative e delle notizie che da mesi giungono da Parma. Sono, però, passati 12 giorni e ancora non è stata convocata l'assemblea dei soci che questo bilancio deve ratificare.

Insomma, a 11 giorni dalla scadenza dei termini i soci non hanno ancora ricevuto la convocazione per l'assemblea e con le vacanze alle porte i tempi si fanno sinceramente stretti. Anche perché ieri a Milano, ai margini della presentazione del derby di venerdì contro la Benetton, i volti dei bianconeri presenti non sprizzavano né gioia né tanto meno tranquillità.

In particolare, a essere evidente ieri era il contrasto tra la presenza biancoverde - con il presidente Zatta accompagnato dal team manager Pavanello - e quella bianconera - con il solo De Rossi a rappresentare una società di fatto assente. Ed è questo che più preoccupa, al di là della mera (e già tragica) situazione economica. La completa assenza di un gruppo dirigente e di investitori capaci non solo di garantire la quotidianità (vedi mensilità pagate in ritardo), ma una società incapace di promettere una qual si voglia programmazione anche solo a breve termine.

Dopo la cosiddetta privatizzazione delle Zebre due estati fa, infatti, si è subito iniziato a navigare a vista. Il problema è che lo si è fatto in piena Pianura Padana, dove senza fendinebbia e navigatore è difficile trovare la strada. I continui cambi societari, l'incertezza con cui vivono da tempo giocatori e staff, l'inettitudine di personaggi che da tempo ruotano attorno al rugby parmigiano e che già prima delle Zebre non si erano proprio distinti per le doti imprenditoriali e manageriali. Tutti segnali che, però, la Fir ha ignorato in questi 18 mesi, lasciando che le cose andassero piano piano alla deriva. E ora, però, il malcontento e la paura sono aumentati e anche chi prima taceva per una mal riposta fiducia, ora si lascia scappare qualche gemito di dolore.

Mancano 11 giorni a Capodanno e, tolte le festività, i tempi per mettere a tacere voci e paure sono stretti. Anzi, strettissimi. L'assemblea dei soci dev'essere convocata, ma cosa scaturirà da quell'incontro è avvolto nel mistero. E di ottimismo, in casa Zebre, se ne respira ben poco.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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