Italia vs Sud Africa: Parisse "A giugno Conor mi disse che oggi voleva vincere"

Conor O'Shea e Sergio Parisse hanno parlato dopo la bellissima vittoria azzurra sugli Springboks.

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Dopo aver vinto per la prima volta contro una delle tre squadre dell'Emisfero Sud Conor O'Shea e Sergio Parisse si sono presentati in sala stampa. Ecco le loro parole.

Sergio Parisse
“Tre/quattro mesi fa ho preso un caffè con Conor a Parigi e le sue prime parole sono state 'voglio vincere con il Sud Africa'”.

Conor O'Shea
“Sono felicissimo per i giocatori e i tifosi, ma per noi è solo l'inizio, ma un bell'inizio. C'è ancora molto da fare per cambiare il rugby in Italia, ma come ho detto molte volte abbiamo il potenziale per farlo. Basta vedere come hanno giocato Quaglio e Ferrari, all'esordio, arrivati dalla panchina”.

Sergio Parisse
“Da dentro la squadra ho visto un modo di lavorare diverso, ma non ha credibilità quando dice queste cose dopo aver perso 68-10. Molti non ci credevano quando lo dicevamo settimana scorsa. Abbiamo cercato di lavorare vedendo gli errori fatti con la Nuova Zelanda, ma sapendo che questo Sud Africa si poteva mettere in difficoltà e siamo stati bravi a metterli in difficoltà e sotto pressione”.

Sergio Parisse
“Prima della partita credo sarebbe stato irrispettoso dire 'vinceremo' contro di loro, ma io sapevo che avevamo le potenzialità per farlo. Ma si deve vincere per avere la credibilità e abbiamo vinto contro una grandissima squadra. In difficoltà? Sì, certo, poi ci sono tutte le scuse immaginabili”.

Sergio Parisse
“E' il più grande risultato nella storia del rugby italiano”

Sergio Parisse
“C'è stata grandissima intensità, figlia del cambiamento che abbiamo avuto in allenamento. Ma, ribadisco, questo è solo l'inizio, dobbiamo continuare a lavorare”.

Conor O'Shea
"Abbiamo ancora molto da fare, è solo l'inizio per noi. Abbiamo fatto errori, la disciplina non è stata perfetta, soprattutto i primi minuti della ripresa. Ma oggi siamo saliti sulle montagne russe delle emozioni e siamo sopravvissuti e le abbiamo superate. Ma, ribadisco: c'è ancora moltissimo da fare nel rugby italiano".

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