Italia vs All Blacks: sette punti per analizzare una sconfitta

A freddo ecco il mio pensiero sulla partita vista ieri a Roma contro la Nuova Zelanda.

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Una sconfitta pesante, ma sicuramente non una sorpresa. L'Italia perde con gli All Blacks, ma certi commenti visti sui social nei minuti e ore dopo il fischio finale non sono giusti. Perché è vero che la lezione è stata pesante, ma analizzare un match significa guardare a tante variabili, a partire dagli avversari e arrivando a chi siamo noi e qual è il nostro livello. A freddo, dunque, ecco sette punti che ho pubblicato su Facebook ieri sera e ripropongo qui.

1. Gli All Blacks sono di tre categorie diverse dalla nostra, pretendere risultati sorprendenti è fuori dal mondo.

2. Con la velocità di corsa e di passaggio degli ABs pretendere il 100% di placcaggi è pensare di scendere in campo con Goldrake.

3. Di errori ce ne sono stati tanti, un paio di ragazzi sono fuori ruolo/fuori forma, ma l'aria che si respira è ben altra rispetto a Brunel.

4. E' vero che abbiamo subito per 80', ma non c'è stato un crollo né mentale né fisico e questo è un passo avanti importantissimo.

5. Non era il XV ideale, ci sono almeno 5/6 prime scelte lasciate fuori per infortunio o turnover (non era questa la partita da vincere), fare processi sommari oggi è da imbecilli.

6. Detto ciò, un 68-10 fa male. Senza se e senza ma. Ma questo è il nostro livello e se qualcuno mi dice che è giusto che nel progetto federale la "motricità di base" si debba insegnare a 9 anni non cresceremo mai. Insomma, la nazionale è lo specchio, ma i problemi sono dietro.

7. Come ha detto O'Shea non il momento di piangersi addosso. Sabato c'è un'altra sfida e bisogna affrontarla con il carattere di oggi. Perché di fronte abbiamo una squadra fortissima, ma non i marziani scesi oggi a Roma.

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