Bestemmia in diretta: le scuse le faccia la tv

Ieri è scoppiata una ridicola polemica attorno a Sergio Parisse, che ha sbagliato a scusarsi.

Una bestemmia, ben udibile, in diretta tv. Una cosa che in Italia crea scompensi a non pochi e porta (in passato) a interrogazioni parlamentari e licenziamenti. E ieri una bestemmia, forte, di cuore, si è sentita. "Porco..." ha gridato Sergio Parisse e tramite le telecamere e i microfoni della tv francese si è sentito in tutta Italia. Ed è scoppiata la polemica.

Inutile, o - almeno - che ha coinvolto il bersaglio sbagliato. Sergio, infatti, non ha bestemmiato davanti alle telecamere, magari dopo la sconfitta per il suo drop sbagliato, ma lo ha fatto nel chiuso dello spogliatoio. Quando da capitano sproni i compagni, quando parli loro con il cuore, trovando le parole dentro di te. E, apriti cielo, negli spogliatoi si bestemmia. E forte.

Finita la partita il capitano azzurro si è dovuto cospargere la testa di cenere, tornare davanti ai microfoni e chiedere scusa. "Mi scuso con tutti, a volte nello spogliatoio si usano parole che non si potrebbero usare. I cinque anni in Veneto stavolta mi hanno giocato un brutto scherzo..." le sue parole. Al di là del luogo comune che solo i veneti bestemmino, il problema è che Sergio non doveva chiedere scusa e chi lo ha consigliato di farlo ha sbagliato.

A chiedere scusa deve essere la tv (in questo caso la tv francese, ma vale per tutti, da Sky alla Rai, da Mediaset a Dmax). Perché il diritto di cronaca spesso sfocia in ricerca del gossip, perché una partita di rugby dovrebbe essere vissuta in tv dal fischio iniziale a quello finale. Invece, ormai da anni, le telecamere si insinuano in quei luoghi sacri che sono gli spogliatoi, dove ci sono rituali, gesti e parole che sono e devono essere privati. O indugiano sulle parole dette in campo, scandalizzandosi per un insulto, una bestemmia, come se fossimo marziani che non hanno mai vissuto la trance agonistica. Sergio Parisse ha detto "Porco ..." in tv? Bene, la prossima volta le telecamere non si insinuino dove non è il loro posto. E Sergio non chieda scusa, sono altri a doverlo fare. Casomai.

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